Harvester: A story of violence.

Nel 1996, quando Carmageddon era probabilmente ancora in fase di design e GTA solo una pallida idea nelle fulgide menti dei ragazzi di Rockstar, veniva pubblicata un’avventura che si fregiava del sottotitolo : “The Most violent adventure game of all time”.

Tale pietra miliare del punta e clicca si intitolava “Harvester” sviluppata da DigiFX interactive e pubblicata da Merit Studios (no non credo che le sigarette c’entrino).

Quello che mi ha copito, leggendo qualche recensione di questo capolavoro, non è tanto ovviamente il fatto che non se lo sia inculato nessuno, ma che affronti temi leggeri come cannibalismo, prostituzione e sadomasochismo il tutto infarcito con un po’ di omofobia e razzismo, pare anche contro noi italioti, e una sana ed abbondante dose si splatter e violenza estrema.

Praticamente un Phantasmagoria in salsa suff.

Forse per il fatto che ne hanno vendute 3 copie, forse perchè un’avventura punta e clicca è considerata meno “traviante” di un action dove si spara alle vecchiette, ma nessuno ha mai parlato di questo gioco, soprattutto nessuno l’ha mai preso come esempio di violenza nei videogame e di come questi ultimi travino le giuovani menti.

E poi ce l’hanno con Nico Bellic…

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