Uomini che odiano le donne e che le picchiano come dei fabbri.

Tanta tanta allegria

Partiamo dall’assunto che David Fincher è uno dei miei registi preferiti e la sua trasposizione di Uomini che odiano le donne, il primo volume della famoserrima trilogia Millennium (scritta dal tizio svedese che è morto prima del successo planetario ma ora non si sa neanche se i libri li abbia scritti lui veramente), era un film che desideravo vedere con tutto me stesso medesimo.

Però mi seccava parecchio avvicinarmi al film senza aver letto la storia originale e così in una settimana prima mi sono fagocitato le 600 e più pagine del libro  (ma leggendole in elettronico il numero è un optional)  e poi mi sono visto l’ultimo lavoro di Fincher.

Partiamo dal libro: mi è piaciuto, abbastanza/molto. Non sto a raccontare di che parla e che temi affronta (c’è scritto pure sui sassi) ma posso dire che ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione dei luoghi e sì, anche la trama, che non è proprio il punto forte del libro, ma da metà in poi si addentra in un intrigo giallo, colonna portante della storia, in maniera molto da “scopri l’assassino che ti sembra uno ma non lo è”.
Non ho apprezzato molto invece l’epilogo, troppo frettoloso e compresso, e il desiderio di rendere la storia morbosa ma quasi avendo paura di mettere un piede nel territorio di “uè ma sto libro racconta robe da malati di mente, è esagerato”.
Si è meritato il mostruoso successo di pubblico? Direi alla fine di sì, sicuramente molto di più di quella porcata del Codice Da Vinci. E’ un bel thiller, con un setting insolito, e dei personaggi molto forti e vividi.

Voto: 4/5

Il film, veniamo al film che purtroppo mi ha abbastanza deluso. Capiamoci, è girato in maniera pazzesca, le lande innevate svedesi mettono un freddo porco pure a guardarle su uno schermo, e i personaggi principali sono esattamente quelli del libro, ma veramente loro precisi precisi che se li facevi tu non li facevi così bene. Ma, come (quasi) sempre capita con trasposizioni libro da 600 pagine->film manca troppa roba.
Fincher doveva prendere una decisione forte: o cambiare molte cose segando parecchio della storia (e in parte l’ha fatto ma non abbastanza) o fare il film in 2 parti. Così com’è sembra quasi che corra come un disperato per raccontare tutto, ma quasi tutto perchè tutto non ci sta, lasciando allo spettatore un sacco di roba da capire da solo, che se uno non ha letto il libro difficilmente ci arriva.
Tipo la storia della sequenza delle foto, o i numeri criptici, o (anche qui con nel libro) un epilogo che dura 5 minuti e non si capisce a che serve (poi vabbè serve per il secondo volume ma uno così non lo può sapere).

Bellino, ma non quello che mi aspettavo, ma immagino che la colpa sia un po’ mia, che da Fincher mi aspetto sempre un Fight Club o un Seven così, giusto per gradire.

Peccato perchè proprio Seven è la prova provata che il buon David con certi argomenti è proprio a suo agio.

Voto 3/5

Ah, non ho visto il film svedese. Credo che il mondo possa andare avanti lo stesso.

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One Response to Uomini che odiano le donne e che le picchiano come dei fabbri.

  1. […] episodio della mitologica trilogia Millennium (di cui un breve resoconto della prima parte si trova qui)  non c’entra quasi una mazza con il primo, […]

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