5 dischi che se non esistessero la (mia) vita sarebbe bruttissima

Tanta tanta musica nella mia vita. Tante tante emozioni e tanti tanti concerti.
Una volta ho conosciuto uno che mi ha detto “sai che a me la musica non piace?”
E io “come non piace, magari non ti piacerà qualche genere” e lui “no no, io NON ASCOLTO MUSICA”. E vabè, andiamo avanti va con 5 album che hanno illuminato il mio mondo (non sono i 5 più bellerrimi che ho nella mia classifica, ma sono 5 dischi che ancora oggi ascolto a nastro)

Master of Puppets (1986)
Metallica

No dico, Battery, e qui dovrebbe chiudersi il discorso. Mentre Falco spopolava con Rock me Amadeus, i quattro cavalieri del thrash (con 2 acca sì) se ne uscivano con IL disco metal della storia del mondo fino alla sua fine. Il signore dei pupazzi. Cioè no, Sanitarium, capiamoci. E pogo come se non ci fosse un domani (e il rischio che non ci fosse era altissimo) ai concerti. Grazie.

A casa nostra: nell’86 noi avevamo Tracy Spencer e Sandy Marton, ecco.

Nevermind (1991)
Nirvana

La prima volta che la mie orecchie hanno incocciato Smells Like Teen Spirit è stato durante la 5a liceo guardando VideoMusic (sì non MTV, la TV musicale bella). E mi è esploso il cervello. Ovviamente nel 91 avevo il mio walkman di infima categoria e le cassettine, cassettina, quella di Nevermind, che se non ho consumato è solo perchè la Geffen faceva le cose come si deve. Ricordo che in testa alle classifiche mondiali nel 91 c’era Bryan Adams con (Everything I Do) I Do it For You che vabbè mi ricorda altro ma fottesega. E poi Territolial Pissing, Come as you are, On a plane, e vabbè, grande disco, non si scherza.

A casa nostra: nel 91 spopolava Malinconoia di Masini. Ripasso dopo che il gatto nero è passato prima, grazie.

Smash (1994)
The Offspring

Piombo in facoltà dal mio migliore amico con il mio walkman scrauso, mi tolgo le cuffie e gli dico “ascolta! ascolta!”. Era “Something to belive in”. Era il punkrock californiano che mi accompagnerà per anni e anni. Che uno dice: minchia a 21 anni ti è venuto l’amore per il punk? Meglio tardi che mai. Che poi ok, gli Offsping non sono quelli duri e puri, contratto con le major (ma Smash all’inizio era ancora sotto Epitaph) e tutto quello che si vuole. Ma è un album pazzesco, dai, non scherziamo neanche qui eh.

A casa nostra: nel ’94 avevamo Jovanotti che era già sul cammino del bravo bimbo, vabè ok.

Chaos A.D. (1993)
Sepultura

Al contrario di quanto credeva una mia amica, i Sepultura non erano (sì esistono ancora ma con formazione cambiata) originari di Pinerolo, ma di Belo Horizonte (Brasile). Per altro un posto che si chiama Bello Orizzonte e partorisce un gruppo così, beh insomma, un minimo di dubbio sulla veridicità del nome del luogo me lo fa venire eh. Comunque Chaos A.D. è un dico bello, violento, grezzo, con un Max Cavalera che urla come un pazzo. Molto più maturo come album dei precedenti del quartetto brasiliano, è un disco per tutte le stagioni: basti leggere i testi di Propaganda o Territory per capire che in 19 anni non abbiamo fatto neanche un passettino in avanti.

A casa nostra: nel 93 noi avevamo in testa gli 883 con Nord Sud Oves Est. Biotech is Godzilla comunque eh.

No Control (1989)
Bad Religion

Ma come, l’ammore vero per il punk rock ti è venuto nel ’94 ma mi piazzi un album dell’89? Dei Bad Religion? Ecco, diciamo che la cosa veramente bella bella bella di quell’abbuffata nel ’94 è che dentro di me, il mio cuore, la mia anima, ci sono entrati i Bad Religion. E No Control è l’album più incredibile di questa band incredibilerrima. Il fatto che il cantante faccia il professore universitario a tempo perso è già sintomo che non siamo di fronte al solito gruppo di scapestrati che mandano a fare in culo tutti.
All’Indipendent festival di Bologna del 2005 Greg Graffin ha esordito dicendo “Siamo molto orgogliosi di suonare in questa città che è stata la culla dell’università”. Minchia, di solito le band punk iniziano con un “fuck” e un dito medio al cielo. No loro no. E No Control è il disco più bello del mondo. Il mio di mondo.

A casa nostra: nell’89 noi avevamo in testa alle “charts” l’accoppiata Vasco/Zucchero con Liberi LIberi e Oro, Incenso e birra.

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