Tutto Sherlock Holmes, senza carta però.

Non avevo  mai veramente letto nulla di Sherlock Holmes seriamente. Ecco l’ho detto, mamma, papà, ora lo sapete.

Qualche settimana fa snavigazzando per l’AppStore mi sono ritrovato di fronte a Tutto Sherlock Holmes e ho pensato “ma sì dai che il terzo volume di Millennium ora non ce la faccio proprio”, e così, 10 secondi dopo avevo speso quasi 5 euro e stavo iniziando un bellissimo viaggio con i personaggi di Sir Arthur Conan Doyle.

Personalmente avevo sempre accostato la figura di Holmes con una certa iconografia televisiva di vecchio stampo, immaginandomelo come un signore sui 45, con la sua pipa in bocca, per nulla atletico ma tutto ragionamento e deduzioni. Infatti i recenti film con Robert Downey Jr e la bellissima serie prodotta in UK li vedevo quasi come una simpatica rivisitazione del personaggio.

In realtà lo Sherlock Holmes dei racconti è più giovane, tira di boxe, si fa di cocaina quando non lavora (per non annoiarsi dice lui) e non disdegna per nulla l’azione. E trascina il suo compare Watson in una serie di avventure che farebbero invidia a molti eroi action decisamente meno astuti ed arguti.

La cosa che però mi ha colpito di più è che nel 1887, anno di pubblicazione del primo “Uno studio in rosso” Doyle ha creato il genere investigativo che ancora oggi, in tv, al cinema, nei giochi, spopola alla grandissima. CSI? Catsle? Mentalist? Tutto tutto sembra un enorme omaggio alle avventure dell’investigatore di Baker Street. Ovvio, non c’è il DNA, ne le impronte digitali, ma molto, moltissimo di quello che siamo abituati a vedere oggi è datato “fine milleottocento”.

E dopo aver letto parte della raccolta, ho ancora più apprezzato il lavoro fatto dalla BBC con Sherlock, la serie tv che vede protagonisti Benedict Cumberbatch e  Martin Freeman, dove gli autori sono riusciti a creare dei mini film (sono 2 serie da 3 puntate l’una da circa 1h e 40) ambientati ai giorni nostri ma tenendo in maniera fedelissima le caratteristiche delle storie e soprattutto dei personaggi. E non è una cosa banale.

Insomma, veramente un bel leggere. Dan Brown datti fuoco.

Leggere, guardare, vedere.

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One Response to Tutto Sherlock Holmes, senza carta però.

  1. littlexaus ha detto:

    tra i miei preferiti “uno studio in rosso”, “il segno dei quattro” ed “il mastino dei baskerville” 😀

    la cosa che ignoravo della storia di Conan Doyle e che ho scoperto leggendo i suoi libri è che aspirava a scrivere qualcosa di più “alto” e non robetta per la plebaglia come le storie del nostro investigatore. Era arrivato addirittura al punto di odiarlo così tanto questo Sherlock Holmes, che lo aveva addirtittura fatto morire in un racconto per levarselo di torno ma le pressioni di editori e pubblico lo avevano fatto tornare indietro.

    comunque sì, la serie della bbc è bellissima e si, tutto il retaggio culturale di Sherlock con ‘abito in tweed, pipa e quant’altro non è propriamente esatto!

    ottima scelta comunque, per me sono libri che vanno letti!

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