Un piccolo assaggio del perchè siamo un paese che si merita di stare dove sta

Sabato mattina mi reco in un ufficio postale qui a Milano per pagare una bolletta, aimè, di un bollo automobilistico che evidentemente mi era sfuggito un paio di anni or sono.

Arrivo allo sportello alle 8:40. Vedo poca gente. Prendo il mio numerino che segna A009. Guardo il display: A006. Beh, mi dico, che culo, solo tre persone davanti.

Purtroppo le persone davani hanno evidentemente delle operazioni un po’ lunghe, ma capisco. Nel frattempo negli sportelli di fianco, quelli dedicati alla lettere  U e P, gli utenti vanno via come un fiume in piena, e ovviamente se non ci sono bigliettini con le U o le P lo sportello rimane vuoto, e la persona dall’altra parte del vetro si fa i fatti suoi.

Vabè, penso, ci sono delle procedure, devono rispettarle. Poi, alle 9:05 arriva un tizio che saluta tutti nello sportello, và da una delle due signore dietro gli sportelli dedicati alla A, e le dice, senza nessun problema di essere sentito da noi,  “di non chiamare il prossimo numero perchè c’è questo mio amico”.

Insomma, scopro, mentre sto per scatenare un demone elementale, che il tizio che con fare LEGGERMENTE maf.. complice ha fatto passare avanti il suo amico, è uno dello sportello, che, cito testualmente una signora presente lì vicino a me, “fa quello che gli pare” nel suo bel regnetto della minchia. Io e un altro signore quindi, che aveva l’A008, rimaniamo 20 minuti in più in quel cazzo di sportello perchè l’amico del tizio di cui sopra doveva passare prima di noi. Infatti sia il signor A008 che io siamo passati poi nell’altro sportello, quello lascicato libero dal feudatario.

Purtroppo non ho fatto quello che avrei dovuto fare, ovvero chiedere il nome del tizio in questione e fare un esposto alle Poste Italiane. Oppure ranzagli la schiena con una sedia di marmo. Non sono (più) un uomo d’azione.

E mentre ero lì che mi maceravo il fegato mi chiedevo: ma se in uno sportello postale del menga in periferia la gente è trattata così dal signorotto locale, ma a livello di governo, parlamento, istituzioni, ma come possono essere messi?
Come farà mai uno che vuole veramente fare delle cose buone e giuste a portare avanti le sue battaglie se la prassi è  “non chiamare il prossimo numero perchè c’è questo mio amico”?

Comunque in quello sportello lì non mi vedono più. Ecco. Tiè.

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One Response to Un piccolo assaggio del perchè siamo un paese che si merita di stare dove sta

  1. giopep ha detto:

    Oh, ok non fare l’esposto, ma almeno potresti dire che sportello è. 😀

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