Person Of Interest, la serie diesel che carbura lenta ma poi spacca.

Come ho scritto più e più volte da queste parti, sono una persona estremamente pigra, perfino negli hobby. Per esempio non sono il tipo che si prende i cofanetti (o i Divx) di una serie di 7 stagioni e se li vede tutti di un botto. Non ce la faccio. e difatti Lost non lo vedrò mai. Però a volte, non so perchè, si accende la lucina del mio neurone e la curiosità mi convince che investire diverse ore della mia vita in una serie tv potrebbe essere una cosa carina.

Questa volta la scelta è caduta su Person Of Interest, serie della CBS che vede tra i suoi creatori due pezzi da novanta come Jonathan Nolan (fratello del regista Christopher e sceneggaitore di diversi film tra cui Memento e gli ultimi Batman) e J.J.Abrams, produttore/regista di indubbio carisma che ha dato i natali a serie tv culto come Alias e Lost e ha diretto film blockbuster ma belli come Cloverfield.

La prima serie di Person Of Interest sarà tramessa in chiaro da Italia 1 a partire dal 16 settembre, mentre la seconda inizierà in USA il 27. Perchè mi è piaciuta? Beh, viste le prime 3-4 puntate ero molto scettico, e temevo di aver perso un sacco di tempo. Personaggi abbastanza stereotipati, trama relativamente banale, insomma, un po’ meh.
Poi, verso la quarta – quinta puntata ecco che tutto iniza a prendere la forma giusta. I personaggi in realtà hanno molte più sfumature di quelle che si percepiva nelle prima puntate, la trama inizia ad ingabugliarsi, e le cose iniziano a non sembrare più quello che erano fino ad un minuto prima.

Certo, un miliardario pieno di risorse, un giustiziere (quasi mai) mascherato, una poliziotta che gli da la caccia ma “tanto lo so che siete dalla parte dei buoni” e un poliziotto corrotto che magari non lo è tanto ma in realtà non si capisce, potrebbe far venire in mente qualcosa eh 🙂

Però, alla fine, i personaggi che sembravano uno stereotipo dello scienziato geniale e burattinaio e dell’ex militare vogliooso di redenzione diventano un mix di aspetti molto azzeccati, dove tutti hanno il loro lato oscuro, ma sono anche capaci di cose buone. La trama, banale ad una prima occhiata, diventa discretamente complessa, con diverse sottotrame molto ben incastrate tra loro, e i colpi di scena sono decisamente ben orchestrati.

Insomma, una serie che mi è piaciuta molto e che spero continui su questi livelli. Ah, ovviamente come molti telefilm attuali, i valori di produzione sono altissimi, e si mantengono tali per tutte le puntate.

Che dire, a me è piaciuto ecco.

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One Response to Person Of Interest, la serie diesel che carbura lenta ma poi spacca.

  1. Tharaa Krishna ha detto:

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