Minority Report, un gran bel film ancora dopo 11 anni.

minority_reportQualche pomeriggio fa, in un momento di tranquillità casalinga quasi irreale ho rimesso su il DVD (purtroppo non il Blu-Ray del film) di Minority Report. A parte il fatto che il DVD non è perfetto (l’immagine è molto più sgranata di quello che Spielberg ha portato al cinema) e che molte sequenze con gli effetti speciali lasciano il fianco a qualche piccola critica, ma devo dire che me lo sono rigustato con molto piacere.

Minority Report non è Blade Runner, ok, ma fa di tutto per non esserlo. E’ principalmente un thriller incastonato in uno scenario fantascentifico (ma neanche tanto visto che è ambientato in un futuro molto prossimo), che fa di tutto per dare allo spettatore una sensazione di luce, di pulizia anche nei momenti notturni, o quando Anderton (Tom Cruise) è nei “posti brutti”. La Washington in cui si svolge la storie è quasi costantemente inondata di una luce fortissima, quasi glaciale. Non piove quasi mai se non in una sequenza (al contrario di Blade Runner dove piove sempre), e tutto, per essere un thriller, funziona anche abbastanza bene. E’ un film con tantissima azione, ma (quasi) mai mal utilizzata. Si vede che dietro la macchina da presa c’è uno che i film li sa fare, e guardando gli inserti speciali è grandioso vedere come gli attori, anche gente un filino di spessore come Max Von Sydow, abbiano un rispetto infinito per Steven Spielberg.

Rivedendo le sequenze dentro la pre-crimine per altro, ora che viviamo in un mondo touch, riusciamo a capire quanto il buon Steven abbia creato un mondo verosimile da lì a pochi anni, con le mani che comandano immagini, suoni, video, con la gente che viene bombardata da pubblicità su misura, con il terrore del grande fratello che prima o poi controllerà tutto e tutti.

C’è un’altra cosa che spero un giorno si concretizzi nel mondo reale: il sistema MagLev, ovvero le auto che possono girare normalmente per strade “standard” ma quando arrivano in grandi arterie grazie ad un sistema magnietico vengono gestite dal computer che ci porta in tutta sicurezza all’uscita indicata. Cioè ci si potrebbe fare i cazzi propri dal casello di Milano a quello di Roma, poi tac, si ripiglia il controllo dell’auto e via verso l’indirizzo corretto. Figata.
E comunque nessuno mi toglie dalla testa che quell'”Everybody Runs” che dice Tom Cruise sia uno stupendo omaggio a Blade Runner. Col fatto che questa volta si è dall’altra parte della barricata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: