Test Drive: Ferrari Legends, un mistero dai creatori di NFS Shift.

image_test_drive_ferrari_racing_legends-18193-2433_0001Quando EA decise di fare una versione pseudo-simulativa del franchise di Need For Speed ero abbastanza scettico. Non avevo apprezzato gli ultimi capitoli della serie e non avevo capito dove voleva andare a parare  EA con questa decisione.

Gasato però dalle preview di varie testate e vedendo che il roster delle piste era più che buono, comprai il gioco un paio di settimane dopo l’uscita e ne rimasi folgorato. Graficamente era un tripudio di effetti particellari, incidenti, pezzi che volavano ovunque. Le gare erano tiratissime e il multiplayer originale. Insomma, approvato.

Da quel momento ho iniziato a seguire le gesta dello studio che aveva sviluppato il gioco, gli Slightly Mad Studios, che dopo un paio d’anni sfornarono un seguito (aimè) non bello come il primo capitolo.

Da questo punto inzia un fitto mistero, ovvero: da un lato i ragazzi di Slightly Mad Studios decidono di farsi finanziare dal pubblico in stile Kickstarter per un progetto molto ambizioso di nome Project Cars (i video delle beta su Youtube sono clamorosi, un’occhiata è obbligatoria).

Dall’altro lato accettano di sviluppare per Atari un capitolo anomalo della serie Test Drive, un gioco basato solo su licenza Ferrari, dove bisogna guidare una sessantina di auto del cavallino rampante nel corso degli ultimi 50 anni. Si passerà quindi dalle monoposto degli anni 50, alle berline, alle supersportive come la Enzo fino alle F1 più recenti. Tutto questo su circuiti che rispecchieranno in maniera più o meno fedele quelli reali, quindi correremo a Silverstone negli anni ’50 con le balle di fieno al posto dei guard-rail e così via.

Detto così sembra una figata, ma no. E’ un gioco orrendo. L’ho provato su PC, e mi aspettavo non un capolavoro ma almeno un qualcosa che seguisse l’imprinting che avevo apprezzato nei due Shift. Niente, nulla di tutto ciò. Macchine che sembrano piene di mattoni, F1 che curvano come le polistil, motore grafico completamente diverso e una carriera costruita in maniera agghiacciante.

Ma come è possibile? Dove stanno gli effetti? E la fluidità? E la velocità? E gli incidenti spettacolo? Sparito tutto. Vedendo le beta di Project Cars sembra quasi che Slightly Mad Studios abbia fatto questo titolo su licenza Ferrari per racimolare quei quattro soldi che non fanno mai male. Però, che tristezza. E che tristezza Atari a cui va bene mettere sul mercato una roba di questa (bassa) qualità. E’ meglio Ferrari Challenge per Ps3, e con questo chiudo.

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