Epic: un compitino fatto veramente veramente bene.

epicDopo un fantastilione di anni,, la scorsa settimana, (quando ero ancora in vacanza e non ottenebrato dai ritmi lavorativi in mezzo ad una città a 40°) sono tornato a vedere un film nel “cinema all’aperto” della ridente località tuirstica dove mi reco ogni tanto. In quel cinema, rigorosamente di seconda visione, ho visto un casotto di film da ragazzino, da adolsecente e da adulto, ma erano anni che non ci mettevo piede (pensavo fosse chiuso, figuriamoci).

Ho visto Epic, il lungometraggio animato “dai creatori dell’Era Glaciale e Rio”. Ovviamente ci abbiamo portato il pupo, ma ero curioso di vederlo, Epic, perchè la pubblicità a suo tempo mi aveva fatto nascere una punta di curiosità.

Non sto qui a spiegare la trama, ma è necessario dire un po’ di cose a caso. Prima di tutto mi è piaciuto e molto. Sia dal lato tecnico (l’ho visto in un cinema all’aperto al mare, no non era in 3D e no non era il posto migliore per godersi una roba in CGI) sia dal lato più prettamente artistico. Il film è piacevole e il fatto che dopo 10 minuti anche il bambino scassacazzo che avevo dietro si sia zittito rapito dall’azione su schermo dovrebbe essere sintomo della bontà della pellicola.

E’ un film molto diverso dalla serie dell’Era Glaciale, sopratutto perchè l’umorismo, un filo grossolano di Sid, Manfred e Diego è sostituito qui da una vera e propria fiaba, abientata in un mondo incantanto dove piccoli esserini, in mezzo alla foresta, lottano per la sopravvivenza della natura. Le battute “di ridere” sono affidate principalmente a due lumache (di cui una si vanta di essere un “lumacone” quando ci prova con la protagonista) che sono veramente spassosissime.

C’è tanta azione, tantissima e tutte le volte che vedo film di questo genere mi chiedo quanto debbano essere impazziti gli animatori, disegnatori, artisti di computer grafica, per tirare fuori una roba del genere. E’ pazzesco pensare a quanto lavoro sia necessario e quante persone siano impegnate in un progetto del genere, che è sì un prodotto artistico, ma deve per forza essere anche un progetto con date precise, deadline feree e un’organizzazione maniacale.Come ho detto prima il film mi è piaciuto molto e sono uscito dal cinema (oddio uscire da un cinema all’aperto è un po’ un paradosso) con quella piacevole sensazione di aver visto una gran bella storia, ma è proprio questa pulizia, questa precisione nell’organizzare la trama che mi ha catto capire che anche Epic qualcosina che ti lascia un po’ così ce l’ha.

La sensazione è che sia un concentrato di clichè perfettamente amalgamati, ma dosati in maniera asettica: un po’ di battute, un po’ di melodramma, il bello ma ribelle, il saggio ma serio, il cattivo oscuro e nero, il problemi tra padre e figlia. Insomma è come se avessero preso il libro delle ricette dei cartoni animati e avessero messo gli ingredienti giusti gusti, a puntino, senza però metterci qual qualcosa in più che te lo fa diventare un classico.

Comunque godibilissimo e consiglio a tutti ri recuperarlo quando sarà disponibile per l’home video.

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