Hotline Miami: mille modi per rimanere in (PS) Vita.

Hotline-Miami-04Come al solito arrivo sempre tardi su certe cose. Per godermi VVVVVV ho aspettato di trovarmelo quasi a tradimento sull’eShop. Per Super Hexagon ho attesto che giopep e Kenobit me lo consigliassero in un episodio del Tentacolo Viola. Limbo l’ho finito solo su iOS.

Per Hotline Miami, nonostante ce l’avessi giù su PC figlio di uno dei mille Humble Bundle,  ho atteso l’arrivo su PSVita in modo da godermelo in maniera nomade.

Guardando i titoli qui sopra elencati, mi sovviene il fatto che sono tutti giochi dove si muore un sacco. Comunque, nonostante non avessi proprio capito che tipo di gioco fosse Hotline Miami, l’ho accattato alla modica cifra di 7,99 euro su PSN e ne sono rimasto subito affascinato.

Nel gioco impersoniamo un tizio che deve “ripulire” delle abitazioni da tutti i nemici presenti. Alcuni sono armati di mazze, coltelli, katane, altri di armi da fuco. Il nostro omino parte disarmato, ma basta tramortire uno dei nemici per rubargli l’arma e iniziare così il massacro. Ed è qui uno dei due aspetti che rendono Hotline Miami una droga: la violenza super-estrema che pervade tutto il gioco.

Nonostante il comparto grafico sembri uscito da un Alien Breed sotto acido (la visuale è la medesima dall’alto), la catarsi che si prova a bastonare a morte i nemici è qualcosa che forse solo in The Last Of Us è spuntata fuori. In Hotline Miami è tutto esageratamente sanguinolento. Le teste esplodono, i corpi vengono segati in due, gli shotgun fanno stragi, tutto in un esplodere quasi fluorescente di pixel.

Come dissi per VVVVVV, per me questa tipologia di giochi vede il suo apice proprio nelle piattaforme portatili, ovviamente dotate di un sistema di controllo fisico (Hotline Miami sarebbe impossibile da portare avanti su un device touch). Non avento un comprato grafico che necessiti di schermi a 50″, anche su PSVIta fa la sua porca figura.

La seconda cosa che tiene il giocatore attaccato alla console è un altro aspetto in comune con la lista di giochi citati all’inizio del post: il respawn del personaggio è immediato. Nessun caricamento, nessuna pausa, nessun momento di fiacca. Si muore, si ricomincia, si muore, si ricomincia, dieci, cento, mille volte. Si muore tantissimo, ma quando si riesce a ficcare un piede di porco in testa a quel disgraziato con il mitra, beh, sorrisi a profusione.

Assolutamente consigliato, senza remore. E poi volete mettere la faccia di chi pensa di stare davanti a un gioco anni ’80 e poi si ritrova costantemente nella scena di Drive dell’ascensore? Impagabile.

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