Star Trek: Into The Darkness. Una fantastica occasione mancata.

Star-Trek-Into-Darkness-PosterIn queste serate ho finalmente recupeato qualche film che avrei dovuto vedere mesi e mesi fa ma sono una persona con tanti impegni (sono vecchio e mi addormento presto) e quindi ciao.

Sabato ho visto Star Trek Into The Darkness, secondo episodio del reboot targato J. J. Abrams.

Detto che il primo mi era piaciuto molto, dato che come cattivone era presente uno dei miei nuovi miti ovvero Benedict Cumberbatch, e che nel cast era ancora presente Zoë Saldaña nei panni di una stratosfericamente gnocca Tenente Uhura, ho iniziato il film con aspettative di un certo livello.

Inoltre, leggendo qui e lì (tipo la fantastica recensione di Leo Ortolani) avevo capito che la trama aveva qualche leggerissimo rimando a un altro film di Star Trek. Insomma, sabato era il momento giusto per vederlo.

Purtroppo, aimè, il film, per quanto bello, mi ha lasciato l’amaro in bocca, e non per i motivi che mi sarei aspettato.

SPOILER ALERT—————————

Molti hanno criticato il film perchè c’è troppa azione e che c’è poco del DNA di Star Trek: niente esplorazione, Spock che piange, l’Enterprise che passa più tempo sui pianeti che in giro per il cosmo…. ok, è tutto vero, ma è anche vero che solo alla fine del film parte la missione quinquennale verso lo spazio più profondo, missione che conosciamo grazie alla serie classica di Kirk e soci.

Questi aspetti quindi non mi hanno dato particolarmente fastidio, anzi da un certo punto di vista il fatto che l’equipaggio sia ancora acerbo ci sta, è palusibile. Quello che non ho apprezzato sono le grosse incongruenze che va bene la licenza da film ti fantascienza, ma alcune enormi potevano essere evitate. Esempi:

– L’Enterprise rimane al limite dell’impero Klingon per un sacco di tempo, e non contenti arriva pure una meganave tre volte più grossa di quella di Kirk. I Klingon (gente che se gli passi di fianco nel modo sbagliato ti sgozza) manco se ne accorgono.

– L’Enterprise esce dalla curvatura a 237 mila chilometri dalla Terra, che non saranno 10 parsec ma non sono pochi. Vicino a lei c’è l’altra nave, quella ciclopica. Sembrano ferme, ma dopo poco finiscono nel campo gravitazionale della Terra. Non se ne potevano accorgere prima? Com’è che nessuno ha detto “caspita se ci muoviamo così centriamo la terra”? (che poi fare 237 mila chilometri in 10 minuti un minimo di forza d’inerzia devi averla eh).

La cosa che però mi ha lasciato più interdetto è avere un cattivo perfetto, e non sfruttarlo pienamente nelle 2 ore e passa di film. Peccato perchè sembra spesso che tutto quello che capita sullo schermo succeda quasi un po’ per caso (il siluro quasi impossibile da disarmare ma guarda caso la biondina ci riesce in 3 secondi).

Insomma, un bel voto per l’impatto visivo e sonoro (bellissimo l’inseguimento a velocità di curvatura e tutta la sequenza finale dello schianto sulla terra), molto meno la “ciccia” vera del film: personaggi, dialoghi e trama.

Peccato.

Giusto per chiudere: dopo Looper di cui ho parlato qui, e Into The Darkness ho visto anche Iron Man 3 di cui parlerò prossimamente. Mi manca Oblivion e poi mi sono rimesso in pari.

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