Zelda A Link Between Worlds, Nintendo e la magggia vera.

2376556-9208487204-The_LOk, sono di parte. Zelda A Link To The Past è stato il mio primo Zelda. L’ho amato, ci ho messo un pacco di tempo a finirlo (al tempo il mio inglese era un filo da rodare), e la cartuccia è ancora custodita in uno scatolone nelle segrete del castello dai miei, che fa un po’ tesoro nascosto un po’ Arca dell’Alleanza.

Quindi, come è facile capire, le prime immagini di questo A Link Between Worlds, per dirla con un francesismo, me l’hanno fatto venire duro a tarello.

Per fortuna il gioco non solo ha pienamente soddisfatto la mia voglia di un sequel con i controcazzi dello Zelda per SNES, ma ha travalicato ogni mia più rosea aspettativa.

ALBW è, senza mezzi termini, un capolavoro assoluto. La cosa che mi ha colpito di più di questa nuova avventura è il level design, perfetto, assolutamente geniale, che basa la sua luce sull’inedita capacità di Link di diventare un dipinto, quindi di sfruttare i muri come piattaforme per andare là dove sembra assolutamente impossibile andare.

Quando vedi quanta precisione, astuzia e intelligenza viene messa in un solo gioco, ti verrebbe di prendere a randellate fortissime quei team di sviluppo che tralasciano mille cose per rispettare la data di uscita e molte più mazzate ai publisher che li obbligano a lavorare dimmerda.

Qui non c’è una cosa fuori posto, un bug, un errore, niente. E’ tutto perfetto. Forse (forse) l’unica cosa che potrebbe non piacere a tutti, è che il gioco, date alcune scelte di gameplay, può risultare è un po’ facile. Il giocatore infatti, al contrario degli episodi precedenti, ora ha la possibilità di accedere a tutto l’arsenale di gadget  tipico della serie quasi da subito. La cosa sì facilita da un certo punto di vista il cammino (per me lo rende solo meno frustrante), ma dà comunque al giocatore la possibilità di gestire il proprio progredire e l’ordine dei dungenon come meglio crede dando una libertà di azione assolutamente indetita.

Menzione iperspeciale per la colonna sonora, epica, trascinante, completamente orchestrata, molto molto molto superiore a qualsiasi Zelda (protatile e non) uscito sino ad oggi.

Insomma, come si sarà intuito, questa avventura di Link mi ha fatto veramente tornare la giuoia nel cuoricino. Bellissima.

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