Yesterdays e la (nostalgica) estate dei Pennywise

yesterdays-300Eh sì, dopo solo un album lontano da casa (album che per altro mi aveva garbato parecchio) il frontman storico dei Pennywise è tornato per un disco che, come fa un po’ intendere il titolo, vuole riprendere un po’ le sonorità passate.

Ci troviamo infatti di fronte ad un album che non solo si allontana radicalmente delle sonorità “alla Offspring” del precedente lavoro, ma sembra quasi snobbare anche quel Reason To Belive che aveva dato ai Pennywise un impronta meno asciutta, con suoni più ricercati, più, se vogliamo, moderni.

Qui siamo dalle parti di The Fuse e precedenti, quindi suoni “secchi”, cori il minimo indispensabile, tanta velocità e un accenndo hardcore, sempre comunque nella sacralità della melodica punkrock californiana.

Dopo qualche ascolto posso dire che questo Yesterdays è un buon disco, sicuramente non un capolavoro, ma che si lascia ascoltare assolutamente senza mai annioare.
Sarà apprezzatissimo dai fan storici della band di Hermosa Beach, ma per quando mi riguarda, dato che avevo veramente apprezzato tantissimo Reason To Belive e le sue sonorità più piene, lo ascolto sì con piacere ma senza strapparmi i capelli (che me ne sono rimasti pochini).

Certo è che un’estate con i Pennywise è un’estate migliore, assai. 😀

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