Quando pensi al passato e ti sembra un altra era geologica.

spotify-logocopyLo vedo tutte le volte che spiego Spotify a qualcuno che non ha familiarità con il progresso tecnologico e con le nuove modalità di fruizione dei contenuti digitali.

Solitamente le domande sono “ma dove sta la musica?”, “ma la polizia non dice nulla” e soprattutto,  “ma i negozi di dischi come fanno?”.
Lo stupore vero però c’è quando fai provare a queste persone, padri, madri, zie, un servizio del genere. Vedere le loro espressioni stupite quando capiscono che con un click puoi ascoltare non solo “quel rumore che ascolti tu” ma anche i loro dischi perduti in chissà qualche trasloco, la Cinguetti, Modugno, i Dik Dik, cose che a te non sarebbero neanche passate per la testa.

E allora ti fermi un attimo e guardi il tuo di passato, che fondamentalmente è a cavallo tra i vinili e le cassette e la situazione attuale. E pensi che anni e anni fa andavi in due negozi principali a Torino, Rock ‘n Folk e Maschio, a scartabellare vinili prima e CD poi non solo per trovare l’album del tuo gruppo preferito,  ma anche quelli che per te erano chicche figosissime, ovvero i bootleg dei concerti.

E la cosa bella è che non esistendo Amazon et similia, quelle cose le trovavi solo se andavi in negozio, quindi dovevi già essere uno che aveva facilità a girare per il centro, ed era una cosa elitaria e super bella.

Avevo trovato un bootleg dei Sepultura bellissimo, registrato da Dio, ovviamente non ufficiale (nessuno era ufficiale ovviamente), di cui mi bullavo con gli amici. E mi sarò comprato almeno 3 o 4 bootleg dei Metallica, ovviamente spendendo un botto, ma godendomi ogni singola nota di Hetfield e soci. La cosa da sturbo era quando trovavi il bootleg del concerto dove eri stato tu perchè ovviamente, sui biglietti campeggiava la scritta “Le riprese audio/video sono assolutamente vietate”. Eh già, al tempo non c’erano ancora studi di registrazione portatili [cit.]

Ovviamente non sono così nostalgico per dire che oggi si sta peggio di ieri eh, anzi. Questo weekend mi sono visto su Youtube mezzo Rock Am Ring 2014 con una qualità che mai sarebbe stata possibile solo pochi anni fa, tutto ufficiale, tutto con broadcast della madonna.

Però insomma, quella sensazione un po’ da sborone di “io ce l’ho e tu no” Internet l’ha un po’ modificata. Ora si deve puntare a cose costosissime e ultra rare per poter avere lo stesso stupido orgoglio nel proprio cuore, ma un pochetto quei momenti a scartabellare CD durante un giretto sotto i portici di Piazza Castello, insomma, mancano.

Comunque giusto perchè diciamolo, la tecnologia comunque è una figata totale, ecco l’intero concerto degli Iron Maiden al Rock Am Ring di quest’anno con un Bruce Dickinson ancora veramente al top.

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2 Responses to Quando pensi al passato e ti sembra un altra era geologica.

  1. lapinsu ha detto:

    Io ricordo con nostalgia le compilation su cassetta. Passavo ore a creare la scaletta perfetta, a cercare di riempire ogni singolo secondo di nastro sia sul lato a che sul b, a realizzare la cassetta pomiciona per conquiestare la fiamma del momento.
    I supporti digitali non solo hanno semplificato questo lavoro, ma lo hanno sostanzialmente privato della sua magia: in una cd o in una usb-pen entrano centinaia di canzoni, non esiste più quello sforzo certosini di scovare, selezionare, amalgamare una lista di canzoni.
    La distanza tra le cassette e le playlist misura perfettamente come mi sia invecchiato in tutti questi anni 🙂

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