Fight Club, 15 anni e non sentirli.

MV5BMjIwNTYzMzE1M15BMl5BanBnXkFtZTcwOTE5Mzg3OA@@._V1_SX214_AL_Nel 1995 David Fincher era diventato di colpo uno dei registi più interessanti e cercati di Hollywood. Dopo il dimenticabile Alien3 (di cui per altro se non sbaglio lui stesso disconosce la paternità) erano state le avventure dei due detective interpretati da Brad Pitt e Morgan Freeman a coinvolgere il pubblico di tutto il mondo grazie alla sapiente e particolare regia di Fincher, all’interpretazione dei due sopra (e di John Doe) e di una trama che pur navigando nell’abusato mondo dei serial killer rituali riesce a sconvolgere lo spettatore sia per la crudezza di alcune parti, sia per dei colpi di scena mozzafiato.

Ovvio che quando è uscito Fight Club, che oltre a Fincher aveva nel cast Pitt e soprattutto Edward Norton (che io adoro) non potevo che andare al cinema a vedere il film, ricordo ancora, completamente allo scuro della trama. Io e il mio amico Totò rimanemmo basiti. Era un film bellissimo, allucinato, violento, pieno di messaggi (subliminali e non).

Un film in diverse scene anche crudo ma il cui fulcro non è la violenza, come molti hanno erroneamente pensato, ma la libertà, la libertà di essere quello che vuoi essere e che per i preconcetti della società non hai il coraggio di essere.
Norton e Pitt sono perfetti, la regia di Fincher è sublime e la storia (il romanzo di Palahniuk viene seguito a volte  parola per parola) è talmente surreale da fare il giro ed essere assolutamente concreta e reale. Indimenticabile la proezione del catalogo della società pseudo-IKEA in sovraipmressione nell’appartamento di Norton.

E’ un film a mio avviso praticamente perfetto, e che compie in questi giorni quindici anni. Quindici anni di regole del Fight Club, di “il suo nome è Robert Paulson” e di Helena Bonham Carter che manda a quel paese Norton.

E vi assicuro che vederlo oggi è ancora uno spettacolo inaudito. Sempre se qualcuno vi parlerà del Fight Club.

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3 Responses to Fight Club, 15 anni e non sentirli.

  1. lapinsu ha detto:

    Vero capolavoro.
    A me è sempre piaciuto anche per la lucida follia del personaggio di Norton, autentico mattatore della pellicola (e non facile, perchè con Pitt è facile finire nell’ombra).
    Mi lasciò solo un po’ interdetto il finale, ma per il resto ripeto, un vero capolavoro.

    • dave182 ha detto:

      Sì, il finale è un po’ la parte meno forte, ma è anche fisiologico in un film tutto ad altissimi livelli, con il problema anche di riuscire a chiudere una storia che per molti versi sembra no navere senso (ma ne ha tantissimo) 🙂

      • lapinsu ha detto:

        Vero, tanto senso, metaforico e nascosto, ma comunque tanto.
        Sul finale però credo si potesse fare di meglio. Comunque cambia poco perchè il film è un capolavoro lo stesso, finale o non finale.

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