L’oscuro anno della Formula 1

F1-logo-flagChe la Formula 1 stia attraversando uno degli anni più neri della sua storia recente non è un mistero. Se l’anno in cui sono scomparsi Ratzenberger e Senna era stato oscuro più per i drammi in pista che per “il giocattolo” F1, questo 2014 vede non solo il dramma umano del giovane Bianchi ancora in bilico tra la vita e la morte, ma una crisi economica e tecnica che non si era mai regitrata a mia memoria.

Il gravissimo incidente del pilota francese sembra aver aperto una voragine di problemi che fino ad ora sono stati nascosti sia da Ecclestone e soci, grazie alla loro abilità politica e potenza monetaria, sia da botte di culo insperate dove nessuno si era fatto male veramente nonostante situaziooni in pista al limite del paradossale (ce la ricordiamo l’auto proprio di Bianchi che attraversa la pista in retromarcia in folle?)

Nel prossimo GP degli Stati Uniti Caterham e Marussia non parteciperanno alla gara causa problemi finanziari (e mi immagino che per la Marussia sia pesato moltissimo l’incidente di Suzuka). La cosa non solo non va bene in generale, ma il fatto che proprio il pubblico americano sia ancora una volta quello “penalizzato” (come non ricordare il GP di Indianapolis dove causa Michelin partirono solo 6 macchine su 24) non fa bene all’immagine di uno sport che con le nuove regole è diventato la barzelletta dell’automobilismo.

I regolamenti che prevendono l’impossibilità di mettere mano allo sviluppo del propulsore durante la stagione sono una roba che non ha senso, togliendo di fatto alle scuderie la possiblità di recuperare eventuali gap tecnici maturati in fase di progettazione, cosa che è il fondamento di uno sport motoristico, l’evoluzione continua di un progetto. Insomma, il 2014 è un disastro, e non dimentichiamoci, sotto il punto di vista della sicurezza in pista, che ormai il 50% del Gp è svolto in circuiti dove i commissari di percorso a malapena sanno dove si trovano. E’ di solo qualche mese fa il fatto che il povero Gutierrez, in Bahrein, ha dovuto attendere quasi due minuti prima che arrivasse qualche commissario a cercare di capire se era ancora vivo, dopo un bel capottamento al fondo del rettilieno dei box.

Sono cose da Formula 1? No. E poi c’è il capitolo PayTv. Da semre gli sport motoristici sono un po’ allergici alle tv a pagamento per un semplice motivo: vivono di sponsor e più gli sponsor sono visibili meglio è. Va da sè che Sky ha meno audience di Rai 1 o Italia 1 (vedi Motomondiale) ma evidentemetne ai team e ad Ecclestone questo importa poco. Il risultato è che la maggior parte della gente non si caga di striscio i Gran Premi in eslcusiva su Sky, e quelli che lo vogliono fare hanno decine di alternative in streaming gratuite. Ottimo lavoro veramente.

Peccato, perchè a me le corse delle macchine piacciono, e la F1 in particolare, anche se noiosa e sempre uguale (bla bla bla bla).

Vedremo cosa succederà nella prossima stagione, se ci saranno modifiche ai regolamenti, se si eviteranno scelte sciagurate come quella che ha portato in ospedale Bianchi, se si capirà che questo sport così è destinato a chiudere.

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