Interstellar: finalmente l’ho visto anche io

interstellar3Ci ho messo un po’ per vedere Interstellar e incredibilmente sono riuscito ad arrivare fino a questo momento senza sapere quasi nulla della trama. Innanzitutto diciamo che qui sotto andrò a commentare alcuni momenti del film cadendo inevitabilmente nello SPOILER più becero, quindi chi non ha visto il film, o chi non suole sapere nulla nulla cambi pagina ora.

Capito?
Ancora qui? Ok, andiamo avanti.

Nolan a me come regista piace, e tutti i film suoi che ho visto mi sono piaciuti, alcuni abbastanza, alcuni molto, un paio moltissimo (leggi Momento, Inception e Il cavaliere Oscuro). Però sono anche uno di quelli che capisce che Nolan è uno più bravo a creare “momenti” audiovisivamente incredibili, che film coerenti dall’inizio alla fine,

Interstellar è un film così , che vive di picchi altissimi, è visivamente incredibile, ma che si porta dietro una valangata di minchiate che la meta basta. Ma andiamo con ordine.

Partiamo da cosa funziona. Prima di tutto Interstellar è bellissimo da vedere. Nolan è uno dei registi “di peso” che non utilizza il 3D e che cerca di evitare il più possibile la computer grafica, ma adora il formato IMAX. Purtroppo mi pento amaramente di non aver visto il film in IMAX appunto, ma dall’inizio alla fine lo spettatore ha di fronte uno spettacolo vero, la terra inondata di sabbia, lo spazio, l’incredibile sequenza dell’attracco di emergenza, maree ciclopiche, tutto realizzato con una verosimiglianza che massacra qualsiasi altro film degli ultimi anni in tema fantascientifico. Insomma alla fine i modellini battono ancora la CGI e anche di molto.

Altra cosa che funziona è che nonostante alcune licenze un pelo estreme nella sceneggiatura, il film emoziona. Anche se sin dall’inizio parte della trama risulta un po’ telefonata, ci sono alcuni punti dove lo spettatore si sente dentro quella navicella spaziale, perché non si sa cosa sta per succedere, perché le scelte di Nolan (che per forza di cose in alcuni punti omaggia 2001 di Kubrick) sono molto diverse dal tipico film fantascientifico che va di moda in questi anni, tutto laser e alieni (Edge of Tomorrow e Transformers su tutti). Interstellar vuole essere un film realistico per quanto possa essere realistica una pellicola che parla di viaggi interstellari e relatività, ma il tutto è presentato in maniera perfetta e pulita. Come sempre la colonna sonora di Zimmer non rimane molto nel cuore dello spettatore, ma è super efficace nell’accompagnare le immagini.
Infine, tra le cose che funzionano, c’è il cast con in testa un Matthew Mcconaughey ottimo. Sinceramente non capisco chi ce l’ha con Anne Hathaway che fa il suo, senza eccellere, ma senza neanche essere un disastro come molti dicono. Purtroppo è il suo personaggio che secondo me è debole, la scienziata un po’ troppo gne gne e anche un po’ tonta, però ripeto, fa il suo sporco lavoro.
Ottima, ma veramente superlativa, tutta la parte da quando arriva Matt Damon sino  quando non se ne va (con scena di attracco da cardiopalma  appunto)

Menzione speciale ai robot che supportano gli umani nella spedizioni, veramente geniali per come ne hanno pensato sia la forma che la modalità di interazione.

I robot sono fichissimi

I robot sono fichissimi

Non dimentichiamoci di lui però eh :D

Non dimentichiamoci di lui però eh 😀

E veniamo alle cose che non vanno. Primo: Cooper (Matthew Mcconaughey) era un astronauta che però non vola più causa incidente. Non si sa da quanto non voli più ma appena ritrova quelli della NASA questi lo mettono in 10 minuti su un’astronave per un viaggio interstellare con ibernazione compresa. Fare dei test? Due spiegoni? No, via si parte.
Insomma, non si capisce se Cooper è uno che sa quello che fa o no. Certo, se mettevano anche tutto il training e i cazzi che uno deve sopportare per prepararsi per una missione del genere il film sarebbe durato 8 ore, ma qui proprio si ha l’impressione che un giorno Cooper scopre che la NASA ha una missione in canna, e il giorno dopo parte.

Secondo: Dato che purtroppo anche Nolan è convinto che la gente che va al cinema sia ignorante, deve spiegare con la solita metafora del foglio di carta come il tempo e lo spazio di piegano e come un “wormhole” ovvero un tunnel spaziotemporale unisca due punti in realtà lontanissimi nello spazio tridimensionale. E come fa a spiegarlo allo spettatore? Fa in modo che Matthew Mcconaughey, IL PILOTA della spedizione, non sappia una mazza e uno dell’equipaggio glielo spiega. Nessuno degli altri si chiede “ma come, questo pilota una nave interstellare che ha come obiettivo principale attraversare un wormhole e non sa cosa succede e a cosa serve? Insomma, io un po’ d’ansia inizierei ad averla.

Ma in galleria che velocità teniamo?

Ma in galleria che velocità teniamo?

ATTENZIONE SUPER SPOILER ALERT

E poi aimè proprio l’ultima scena, che a mio avviso poteva essere comunque con lo stesso significato, ma pensata in maniera completamente diversa. Insomma, questo da solo piglia la prima navetta che trova nell’hangar e parte per una missione interstellare per salvare la bella Anne, sola soletta sull’unico pianeta decente dove gli umani possono andare e moltiplicarsi.

Interstellar comunque mi è piaciuto, non fa parte di quei film che mi sono piaciuti moltissimo, ma l’ho trovato molto molto ben fatto. Purtroppo anche questo ultimo lavoro mi convince sempre di più che il buon Christopher è bravissimo a immaginare e visualizzare scene memorabili e spettacolari, ma molto molto meno bravo a metterle insieme. Un po’ come se avesse in testa 4-5 scene madri e poi facesse una fatica infinita a collegarle, usando momenti “guarda là” per distrarre lo spettatore sulla trama.

 

 

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3 Responses to Interstellar: finalmente l’ho visto anche io

  1. levdav ha detto:

    Ciao. Cerco di rispondere alle tue obiezioni per quanto possibile con cio’ che penso.
    Primo: Cooper fa espressamente la tua stessa domanda nel film, dicendo che sarebbero partiti anche senza di lui, ma lui arriva alla NASA grazie alle informazioni di “loro”, cioe’ coloro che hanno creato le anomalie gravitazionali resposabili della formazione del wormhole. Questo spinge gli organizzatori della missione con in cima il prof. Brand ad assoldarlo per il suo passato di brillante pilota (il suo incidente e’ stato causato da una di quelle stesse anomalie gravitazionali che ora l’hanno indirizzato verso la NASA) e per il fatto che tra lui e questa missione c’e’ un evidente e stretto collegamento. Per altro si nota come Nolan voglia dire che gli umani si affidano sempre a qualcosa in cui possono credere ma che non comprendono, sottointendendo un qualche significato divino e religioso che invece alla fine viene ribaltato e smentito. Sul fatto che questo fatto non sia spiegato in maniera fluida concordo, ma per me l’ellissi temporale tra il saluto di Cooper ai cari e la partenza in se’ sono perfette a livello cinematografico (sia per montaggio che per sonoro forse uno dei momenti piu’ alti del film) e soprattutto ai fini della preparazione dell’astronauta totalmente inutile ai fini narrativi e quindi tranquillamente trascurabile. In Gravity succede la stessa cosa in fin dei conti;
    Secondo: per me sei troppo fiducioso verso il pubblico XD Il fruitore medio e occasionale di certo non sa davvero cosa sia un wormhole e tantomeno saprebbe la differenza con un blackhole. A parte questo in quella scena Cooper e’ sorpreso dal fatto che l’entrata sia sferica, visto che il concetto di wormhole gli e’ gia’ stato spiegato nel briefing sulla Terra. Romily usa quella visualizzazione bidimensionale oltre che per spiegare al pubblico come funzioni nella pratica il wormhole anche per spiegare la forma dell’entrata a Cooper. E in effetti anche se e’ un concetto relativamente semplice, va fatto notare perche’ risulta interessante;
    Terzo: non e’ che ci fossero grossi controlli sulla stazione cilindrica orbitante e alla fine non vedo perche’ ci debbano essere visto che comunque quella stazione e’ gia’ in viaggio alla ricerca del pianeta di Edmunds. E il motivo per cui decide di ripartire non e’ tanto andare da Brand: e’ solo un pretesto per ripartire e iniziare di nuovo un viaggio, che e’ cio’ a cui il personaggio anela costantemente, basta vedere come guarda l’hangar appena uscito dall’ospedale (li’ si vede che lui non aspetta altro che ripartire).
    Spero di essere stato chiaro. Mi dispiace per la prolissita’.
    Saluti

    • dave182 ha detto:

      Caspità! Prima di tutto scusa se rispondo solo oggi ma mi sono incasinato ultimamente e non sono passato di qui 🙂
      Secondo, grazie del commento perchè mi hai fatto notare cose che effettivamente non avevo notato, e sì, credo tu abbia ragione, la maggior parte del pubblico difficilmente ha familiarità con wormhole, viaggi interstellari et similia (come se io fossi un genio 😀 ahahah )
      Sì, direi che concordo con tutto quello che dici 🙂

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