Numero Zero, Umberto Eco e quella sensazione di mah.

umberto-eco-e-numero-zero-bestseller-sul-catt-L-7qKWKjPremetto che non sono uno di quelli che ha letto tutto Eco, non sono così intelligente. Io sono uno da Stephen King, da Lovecraft, da saggi divulgativi alla Hawking sull’universo, insomma roba che si legge ma che non necessita di una cultura di backgound particolarmente impegnativa. Però qualcosina di Umberto Eco ho letto, con alterne fortune. Il Pendolo di Fucault per esempio mi ha rapito in maniera totale. Sarà per gli argomenti a me cari al tempo della lettura (Cabala, Templari, Massoni etc..), sarà che era ambientato il luoghi che adoro, ma me lo sono letto tutto di un fiato. Per il Nome della Rosa invece ho dovuto torturarmi per finirlo e l’Isola del Giorno prima l’ho comprato quando è uscito ed è ancora lì a prendere polvere.

Numero Zero, il libro uscito pochi giorni fa, presenta un Umberto Eco un po’ più leggero, e forse pure troppo. Fondamentalmente in poco più di 200 pagine ci viene raccontata la storia di un quotidiano che non deve uscire, un complotto che probabilmente non esiste e un amore dolce tra due persone che non sanno cosa aspettarsi dalla vita. Il tutto visto dagli occhi di un giornalista non proprio di successo, che entra a far parte di una redazione dove tutto smbra che debba essere fatto per compiacere l’industriale datore di lavoro.

Ora, a mio avviso, sebbene ci siano spunti molto interessanti, uno su tutti il fatto che i quotidiani e l’informazione in generale, servano a controllare la gente e non ad informarla, il libro è come incompiuto, non approfondisce abbastanza per dare uno spunto di riflessione dal punto di vista di critica del sistema, e non intriga abbastanza se lo si vede come una specie di thriller politico. Insomma, quando sembra che la storia inizi ad ingranare siamo ll’ultima pagina. E ti chiedi: “E ora?”. E ora basta, finito, così.

Fa un po’ strano in effetti che un autore abiutato a spiegare anche la rava e la fava di certe situazioni in altri libri, qui si limiti a un romanzetto un po’ banalotto con una spruzzata di idee carine. Ho anche pensato di essermi perso il punto, ma non è così. Purtroppo se doveva essere una critica alla macchina del fango, o se doveva essere un modo per far capire a noi lettori come funzionano certe cose nella gestione dell’informazione, l’obiettivo non è del tutto raggiunto. Se invece doveva essere una storia sui torbidi anni post seconda guerra mondiale sino ai giorni nostri, mah, anche qui si sarebbe dovuto sviluppare molto molto di più.

No, mi spiace ma alla fine ho capito che Numero Zero non mi ha particolamente colpito. Ed è un peccato, perchè l’intravedere come i gornalisti trattano i lettori che gli danno i soldi per campare fa venire la voglia di approfondire sempre di più.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: