Project Cars non esce su Wii U, però così non si fa.

21/07/2015

project-cars-on-wii-u-was-always-just-a-maybe-developer-1116736Che la versione per Wii U di Project Cars non fosse proprio la più attesa dal mondo videoludico era ovvio. Era anche ovvio che se mai fosse uscita, almeno dal lato prettamente tecnico, non avrebbe certo potuto rivaleggiare con Ps4, Xbox One o PC. Però Slightly Mad Studios aveva annunciato anche il gioco per la console Nintendo, e la sua piattaforma di cowdfounding a cui si sono appoggiati i soldi li ha raccolti dagli utenti più entusiasti e mi immagino che tra questi, qualcuno che desiderasse giocare su Wii U ci fosse.

E invece no, non ci giocherà quella persone su Wii U, e non perchè i ragazzi di Slightly Mad Studios non siano stati abbastanza bravi nell’ottimizzare il codice, no, ma perchè (così dice Ian Bell, capo di SMS)  il Wii U non ha la potenza necessaria. E se ne sono accorti a luglio del 2015, dopo che il gioco è stato rinviato per anni. Con calma eh.

A casa mia questa si chiama nel migliore dei casi presa in giro, nel peggiore truffa. Certo è che il team non ci fa una gran bella figura, primo perchè ancora poco tempo fa diceva che il gioco era in ritardo sì, ma sarebbe uscito e, cito testualmente “…it looks phenomenal. And the actual console itself is quite good”, e poi perchè comunque quello che è arrivato sugli altri sistemi è anni luce indietro rispetto a quello che per mesi e mesi hanno fatto vedere con preview, trailer, video ritoccati ad hoc. Un gioco tenicamente downgradato, poco ottimizzato (la PS4 sembra decollare quando gira PrjC) e con ancora oggi un numero di bug quasi ridicolo.

E poi hanno pure il coraggio di annunciare Project Cars 2…..

Peccato perchè sti qui mi stavano simpatici, il primo SHIFT era un gran bel gioco e mi aveva divertito parecchio, ma da me non vedranno più un soldo. Niente, meno male che c’è Assetto Corsa, e non vedo l’ora di provare la versione console. Avevo acquistato la versione PC in Accesso Anticipato ed è una delle migliori cose che ho fatto su Steam.

No no, cari amici di Slightly Mad Studios, così non si fa.

Annunci

Le colonne sonore e la loro percezione nella nostra testa.

04/02/2015

colonna-sonoaIo adoro le colonne sonore. Che siano di film o videogiochi una bella colonna sonora riesce spesso a valorizzare ancora di più un’opera, completandola anche là dove l’occhio non arriva.

Però, come è giusto che sia, se parliamo di un film o un videogioco le immagini e la muscia diventano nella testa del fruitore una sorta di unicum indivisibile, perchè per quanto la colonna sonora possa essere strepitosa, noi solitamente la ascoltiamo come “colonna” appunto di qualcos’altro.
Parlando in primis di videogiochi, dove anche senza accorgercene sentiamo, per ovvi motivi dovuti alle tempistiche di gioco, l’accompagnamento sonoro per diverse ore, è facile associare permanetemente un tema preciso ad un momento di un gioco.

Ad esempio se sento il tema di God of War mi vedo Kratos che massacra gente come se non ci fosse un domani, se mi capita di ascoltare il tema di Halo difficilmente penso a qualcosa di diverso della schermata iniziale del primo titolo della serie con l’anello che ruota nello spazio o, se parte questo brano di Silent Hill, insomma, non mi sovvengono vacanze in isole tropicali ecco.. Però quando sento un pezzo di un gioco che non ho mai giocato le cose cambiano e mi rendo conto che per chi non ha mai provato GoW e Halo, i due pezzi citati sopra non hanno lo stesso significato che hanno per me.

Questa mattina stavo ascoltando una playlist su Spotify di colonne sonore di videogiochi creata da Tanzen di Multiplayer.it, e ad un certo punto parte il tema principale di Blue Dragon, il JRPG per Xbox 360 uscito anni fa. Ecco, non avendo mai giocato a Blue Dragon non mi sono certo immaginato quello che invece potrebbe “sentire” Antonio, il creatore della playlist. Per me è stato un bel brano orchestrale, che però poteva adattarsi tranquillamente ad un gioco fantasy, come ad un clone di Star Wars.
Il problema è che, anche per i film ma soprattutto per i videogiochi, proprio a causa del tempo che ci si passa davanti, un brano si carica di ricordi, momenti esaltanti, drammi, incazzature, per una persona, e per le altre è semplicemente un brano e basta.

Perchè tutta sta pippa mentale? Non lo so neanche io sinceramente, ma ora ho capito perchè quando ascolto la versione che apre Gran Turismo 2 Jap di Moon Over The Castle io mi esalto come un matto e penso di esssere a Monza e chi mi è vicino mi ricorda che il power metal mi ha sempre fatto cagare e qui c’è pure l’intro col piano.


Assetto Corsa e l’incredibile passione per la guida.

28/01/2015

Assetto-CorsaMi piacciono i giochi di guida. Giocavo a Pole Position nel baretto da piccolo, e poi Pit Stop 2, Hard Drivin’, Lotus Challenge, Out Run, Super Monaco Grand Prix, Geoff Crammond Grand Prix, Indicar Racing etc etc etc..

Insomma, mi piace guidare sia dal vero che sui videogiochi e qualche tempo fa in un centro commerciale avevo provato un simulatore di F1 che, scoprii più tardi, utilizzava Assetto Corsa come cuore pulsante dell’esperienza. Quando scoprii che Assetto Corsa sarebbe stato pubblicato su Steam come gioco con accesso anticipato decisi  che era giusto fidarmi degli italianissimi Kunos Simulazioni e di dare sti 34 euro (al tempo, ora la versione full costa 45) per avere sul PC un prodotto che mi immaginavo osticamente bellissimo. In realtà il primo impatto, seppur eccellente come sistema di guida e come gestione delle fisica, mi aveva lasciato un po’ così soprattutto per la parte di comandi. Purtroppo non ho la possibilità di avere una postazione come si deve in casa con volante, sedile e dadi appesi allo specchietto, e quindi io e il mio fido pad del 360 ci siamo trovati molto in difficoltà nei primi momenti impazzendo nel calibrare bene i comandi (che rispondevano per altro in maniera diversa macchina per macchina).

Però i ragazzi di Kunos si sono dimostrati eccellenti professionisti e di settimana in settimana hanno migliorato, aggiunto, limato, cambiato un botto di roba. Ora Assetto Corsa (giunto se non sbaglio alla versione 1.0.2) è un simulatore pazzesco, che anche con il joypad dà delle sensazioni che solo i titoli Papyrus di un tempo avevano saputo regalarmi, ma qui c’è molto di più.

La cosa incredibile di Assetto Corsa non sono il numero mostruoso di auto presenti (il roster è abbastanza limitato ma molto significativo, e c’è anche la Ferrari LaFerrari), o 125mila piste, ma è il feeling reale, vero, fisico, che sa dare anche appunto giocandoci con un semplice joypad. Ora che tutte le magagne di gioventù sono state limate, fare una staccata alla Variante della Roggia a Monza con una KTM X-bow R o con una Ferrari 599XX Evoluzione beh, sono due mondi completamente diversi, e lo si sente eh. Pare incredibile, ma anche avendo solo un joypad in mano è come se si sentisse il grip dei pneumatici sull’asfalto, l’anteriore sinistra bloccata in frenata, l’eccesiva potenza in uscita sul cordolo che rischia di farti girare. Insomma, pura goduria pornografica motiristica. A questo orgasmo di velocità concorre in maniera decisa anche il sonoro. Se in Gran Turismo ci siamo sempre accontetnati di rumorini al limite della decenza, e se in Forza Motosport abbiamo iniziato a godere un attimo di rombi realistici, qui siamo al suonorealismo (oh esiste fotorelismo per la grafica, non può esistere suonorealismo per l’audio?) quasi perfetto. Sentire i “colpi” che danno gli scarichi quando con la 599XX Evoluzione scaliamo brutalmente le marce è una roba pazzesca, come per altro godere sulla LaFerrari (che nome…) quando il motore elettrico entra a supportare quello a benzina per dare il boost di cavalli. Insomma, si sente tutto, con un paio di cuffie e un volume giusto è come essere nell’abitacolo, veramente eccellente.

Parlando invece di grafica il gioco è molto molto buono, anche se per godere delle immagini che si vedono nei filmati è necessario avere un PC con le palle, ma anche con il dettaglio che il mio povero computerino si può permettere il gioco è decisamente buono. Le modalità di gioco non sono moltissime e se vogliamo fare un appunto, la carriera non brilla per originalità o per interesse. Ma Assetto Corsa non punta su quello, punta sul giro veloce, sul limare i decimi, sullo studiare il tracciato per capire se quel cordolo lo si può prendere veramente in quel modo o se passando più puliti si può risparmiare qualche centesimo.

Assetto Corsa è un simulatore di guida che per 45 euro offre un gioco, anzi un tool perchè si può moddare all’infinito, che ne vale migliaia. Chi ha la possibilità di avere in casa un Playseat con volante figo non può non comprarlo, sarebbe una bestemmia. Chi come me ha solo un joypad e ama la guida (attenzione, la guida, non il collezionismo) deve comunque mettere mano al portafoglio. Assetto Corsa non è un gioco, è un’esperienza.

Per chi continuasse a dire “Eh ma Gran Turismo è meglio” e “Eh ma Forza ha una fisica simulativa”, ci si ricordi che li ho giocato tutti i GT (pure il 6) fino alla nausea e i Forza su 360 fino a quasi fondere la console, e ho provato con molto piacere per diverse ore Forza 5 su One. Ecco, GT e Forza, rispetto ad Assetto Corsa, sono due ottimi giochi che, pur divertentissimi, non possono neanche avvicinarsi alla maniacalità di Assetto Corsa. Ma non perchè siano giochi brutti eh, ma perchè hanno un target diverso. Se si vuole guidare oggi c’è Assetto Corsa, punto. Domani ci sarà Project Cars? Mah… Vedremo.


Videogiochi di calcio, dieci pietre miliari. Capitolo 5: Mexico ’86

26/01/2015

1074907538Sempre nel baruccio dove andavo da piccino, sempre sia lodato quel posto, un giorno apparve questo Mexico ’86 che e capii subito che le mie (risicate) monete da duecento lire avevano trovato una nuova casa.

Mexico ’86 (che in realtà era un bootleg di Kick’n Run di Taito, anche se mi dicono che c’erano alcune differenze) era un gioco di calcio molto avanti per i tempi in cui uscì. Cercando di cavalcare l’onda dei mondiali in Messico del 1986, questo coin-op, che ricordiamo non è mai stato convertito per nessun sistema casalingo, apportava delle novità non da poco. Prima di tutto il campo di gioco era enorme, visto di lato e la grafica era molto pulita e un po’ pupazzosa. Poi, grandissima novità, era finalmente presenti i falli, le punizioni e i rigori. Era possibile scegliere tra un tot di nazionali (tutte con colori cannati a caso ovviamente) ma con la cosa curiosa che ogni nazionale aveva delle caratteristiche ben precise, una era più tecnica (il Brasile), una più veloce (gli USA), una più potente (i Crucchi) e noi avevamo la difesa più forte (ovviamente).

Leggo in giro che il cabinato vero aveva anche un pedale per i tiri. Ecco nel mio baruccio non solo c’era il bootleg ma pure un cabinato standard, per cui tiravo con un tasto e amen che tanto godevo lo stesso.

 

Gran bel gioco, che puntando sull’enormità del campo rispetto ai giocatori, permetteva anche una certa l’ibertà d’azione e non ricordo ci fossero pattern prestabiliti per segnare.

Insomma, tante monetine spese, tanto onore. Da provare assolutamente emulato.


Rogue Squadron II: Rogue Leader. Ridatecelo in FullHD.

23/01/2015

Rogue_squadron_2_BoxQuando faccio (purtroppo troppo raramente) un salto a casa dei miei mi ritrovo spesso in cantina a cercare mattoni della mia memoria passata. Tra dischi, film e fumetti spesso riesumo qualche giochino, che però la maggior parte delle volte, non posso giocare perchè la console che lo farebbe girare è sigillata nella scatola vicino e non accomodata nel mio salotto.

Per i giochi Gamcube però la situazione è diversa, avendo ancora un Wii installato vicino la TV, e qualche settimana fa ho provato l’ebrezza di giocare di nuovo a Rogue Squadron II: Rogue Leader, a mio avviso il gioco più figo mai pubblicato sul franchise Star Wars.
Rogue Leader è fondamentalmente il sogno videoludico di qualsiasi fan di Star Wars, ovvero un gioco basato esclusivamente sul combattimento aereo con vari mezzi, sia nello spazio, sia sui pianeti. Si parte ovviamente dall’attacco alla morte nera con l’X-Wing nei panni di Luke Skywalker per poi seguire diverse battaglie campali della saga su altri mezzi (c’è anche la battaglia su Hoth con gli snowspeeder).

Quello che abbagliava nel 2001 quando è uscito come esclusiva GC, e che colpisce tantissimo anche oggi, è il convolgimento che il gioco riesce a dare grazie ad una grafica allora fuori parametro e oggi molto molto buona, un sonoro che dire epico è poco e una struttura delle missioni ben congeniata, anche se in alcuni casi un po’ ostica.

Insomma, volete pilotare VERAMENTE un X wing come se foste nel film? Questo è il gioco (con buona pace di X-Wing di Lucasarts ma qui per ovvi motivi la grafica conta)

E giocandoci la domanda che mi è venuta è: ma che gli costa fare un remake di sto gioco? Proprio ora per altro che la saga sta per tornare al cinema? Ci sono remake ormai delle peggio stronzate, remake dei remake dei reboot, e a nessuno passa per la testa di rifare un gioco così? Che venderebbe miliardi di copie? Ma ce lo immaginiamo in Full HD su un 50″???

Purtroppo Factor 5 (la casa che lo sviluppava) è fallita, ma la speranza che qualcuno in Disney un giorno si svegli e dica “minchia ecco cosa possiamo fare”, c’è sempre. Ora, in europa il publisher era Activision, quindi non so chi abbia veramente i diritti di questo sotto-franchise, ma dai ragazzi dai… Guardate cosa faceva girare il GameCube e immaginiamoci cosa potrebbe essere su Ps4/Xone/PC.

Belive


Videogiochi di calcio, dieci pietre miliari. Capitolo 4: International Soccer

22/01/2015

c64_2Taaaaaanti anni fa ero un bimbo che sbavava di fronte alle pubblicità dell’Intellevision su Topolino. Quei quadratoni e quelle lineette che rappresentavano calciatori, cestiti e giocatori di hockey per me erano la cosa più figherrima che avrei mai potuto vedere in un videogioco. Vedere i fantasmagorici giochi che erano rappresentati in quelle pagine mi faceva venire voglia di essere ricchissimo e chiedere ai miei di comprarmi tutto.

Purtroppo la situazione era leggermente diversa  e non ero ricchissimo, ma qualche anno dopo in casa nostra arrivò il Commodore 64 e finalmente la mia sete di sport interattivo si placò con International Soccer, che per la cronaca pisciava in testa ai giochi che mi avevano rapito nelle pubblicità di Topolino.

International Soccer faceva parte di una serie di giochi sportivi pubblicati direttamente dalla Commodore e dava la possiblità al giocatore di sfidare sia il computer sia un altro giocatore, ovviamente con un secondo joystick (ah il C64, che capolavoro di computer…)

Il campo era visto di lato e le squadre era formate da 7 giocatori (portiere compreso). Praticamente hanno inventato il calcio a 7 🙂
Essendo un gioco pioniere quasi del genere, non erano presenti falli o fuorigioco ma c’erano le rimesse laterali e i calci d’angolo.

Ovviamente, come moltissimi giochi simili, c’era il modo di segnare sempre, almeno nella versione che avevo io: era sufficiente arrivare da fondo campo e tirare in alto verso la porta. La palla si insaccava mentre il portiere effettuava un inutile saltello sul posto.

InternationalSoccer_Animation

Perchè per me è così importante sto gioco allora? Perchè è stato praticamente il primo gioco di calcio vero che ho avuto a casa e ci ho passato mille milioni di ore, ecco.
C’è anche da dire che per l’epoca, International Soccer era una gioia per gli occhi e come gameplay era veramente divertente.

Certo è che chi si lamenta del costo dei giochi oggi, che per produrli ci vogliono 600 persone e decine di milioni di dollari, pensi che allora un giochino così sempre uguale, con dei bug enormi costava all’utente finale ben di più (considerando inflazione, moneta, bla bla bla) ma ci si divertiva come bimbi comunque (anche perchè ero un bimbo quindi beh, era più semplice.)

Una chiccha, che mi sono ricordato solo perchè l’ho riletta su qualche sito di fan. è che in International Soccer si potevano scegliere un tot di colori per le magliette (ovviamente solo tinta unita, no righe) ma c’era anche la modalità “TV in bianco e nero” dove i colori erano scelti dal computer in modo da non confondere le squadre in campo. Ah il 1983, ah gli 8bit.

 


2014 Top 3 Videogiochi

21/01/2015

?????????????Il 2014 è stato un po’ l’anno del “tanto la spostiamo nel 2015” riguardo alla data di uscita di un sacco di videogiochi interessanti. Per fortuna qualcosa si è salvato e qui di seguito la mia top 3 con un paio di menzioni d’onore al termine.

Terzo classificato:

THE EVIL WITHIN

Nonostante un sacco di critiche, il survival horror di Shinji Mikami mi ha fatto tornare con la memoria ai grandi momenti di ansia di Resident Evil 2 e soprattutto di Silent Hill. Certo, non è un gioco molto originale, è derivativo e tecnicamente ha i suoi problemi tipici delle produzioni Bethesda, ma cazzarola se ha dei momenti “non capisco cosa succede ma mi ansia tanto tanto”. Ah, mi ha anche ricordato un pelino Alan Wake, ma poco.

Il secondo classificato è:

WOLFESTEIN: THE NEW ORDER

Secondo titolo Bethesda su una classifica di tre, non male. Il ritorno di Wolfestein mi ha veramente colpito. Da fan deluso della saga mi sono fidato qui della moltitudine di persone che ne ha parlato bene ogniddove, e non ho sbagliato.
Gran bel FPS “vecchio stile” ma non così vecchio da sembrare muffoso, le avventure del Capitano William “B.J.” Blazkowicz ci portano prima in una seconda guerra mondiale dove i Nazi possono contare su macchinari avvenersitici e esoscheletri prototipo, e poi in un’europa distopica dove tutto è diventato nazista, anche la luna, e solo il nostro eroe e un manipolo di altri uomini e donne si inframezzano tra la furia della croce uncinata e la totale conquista del mondo.
Gioco nato senza troppe pretese che diverte e appassiona tantissimo anche grazie ad una trama che per un FPS del genere stupisce veramente

E il vinvitore è….

THE LAST DOOR

Bellissima e stupefacente avventura punta e clicca degli spagnoli di The Game Kitchen, The Last Door è un enorme omaggio a Lovecraft e E.A.Poe come non se ne vedevano dal primo Alone in The Dark. Grafica ultra minimale (tanto da sembrar uscita dai primi anni del C64) sonoro coivolgente, trama di primissimo livello e una regia che con quattro pixel fa venire la pelle d’oca in un nanosecondo. Bellissimo, da provare assolutamente. E’ in sviluppo la seconda stagione.

Chiuso il podio ci sono un paio di menzioni d’onore che mi sembra corretto citare. Primo PES 2015. Il ritorno in grandissima forma del calcio made in Konami mi ha fatto riavvicinare al football digitale. Fifa quest’anno è un coacervo di bug e PES ha ritrovato lo splendore di un tempo. Seconda menzione per Watch Dogs, il bistrattatissimo sandbox di Ubisoft che me è piaciuto. Tanti difetti ma anche tante cose belle da riutilizzare in un secondo capitolo, magari con meno bug e una trama decente.

Peccato, avrei voluto mettere Arkham Knight ma dovremo aspettare giugno…