UFC Undisputed 3, la viulenza old gen.

09/07/2014

UFC_Undisputed_3_cover“Davide, ma mica giocherai di nuovo a quella roba là?”.

Quella “roba là” è UFC Undisputed 3 per PS3, e chi ha fatto tale domanda è stata la mia dolce metà.
Conscio del fatto che non posso permettermi e non ho voglia di una console next-gen, ma stuzzicato dai mille video/gameplay di UFC per Ps4 e One, ho trovato ad un tozzo di pane il precedente gioco della saga, ancora pubblicato da THQ, in un cestone di una nota catena di viggì, e l’ho comprato.

Effettivamente il gioco è molto molto bello ed effettivamente è molto molto violento. Certo, un titolo che si impone di essere un simulatore dello sport di combattimento (legale) più duro in circolazione deve per forza essere estremo, ma quello che mi ha colpito è la complessità e la profondità del metodo di combattimento, che permette al giocatore di gestire, una volta imparati i mille comandi, una selva di mosse letali.

Prese, controprese, attacchi violenti, parate, contromosse, sono tutte complicatissime da attuare, ma danno una soddisfazione che a mio avviso nessun tipo di gioco di comattimento oggi riesce a dare.

Ottimo il comparto audiovisivo, ovviamente non super fotorealistico come il nuovo titolo EA che eredita nome e asset dal predecessore, ma insomma, per essere una PS3 fa impressione. troviamo ovviamente grande spargimento di sangue, violenza inaudita e tutte le scenette pre e post incontro che in titoli del genere male non fanno.

Ovvio, lo si gioca quando il pupo è a letto, e anche quando la dolce metà fa altro. Capisco che Street Fighter è una cosa, i nasi che si frantumano a gomitate di UFC sono un’altra.

Però insomma, se lo trovate a 12 euro come me, accattatelo, ne vale la pena.

 

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The Last Of Us, quello che penso, spoiler alert!

08/07/2013

Attenzione: questo post ha al suo interno SPOILER sulla trama di The Last Of Us, sui personaggi e sul finale. Se non l’avete ancora finito o non volete sapere nulla non leggete. Giocatori avvisati…

thelastofusQuando ai VGA di qualche anno fa fu presentato The Last Of Us molti (me compreso) non capirono esattamente di cosa si trattasse. Sembrava un gioco sugli zombi, ma anche no non erano zombi. Sembrava un adattamento di The Road, sì ma anche no. E lui era o non era il padre della ragazzina?

Due anni dopo, finito il gioco, ho finalmente capito di cosa si trattava (e meno male), ma vivo emozioni contrastanti. Innanzitutto devo dire che è sicuramente uno dei titoli migliori di questa generazione, no non lo ritengo il migliore, ma per molti aspetti è un gioiello veramente unico.

The Last Of Us fa tante cose, quasi tutte molto molto bene. E’ obbligatorio e necessario citare lo script, con cui Naughty Dog raggiunge vette ben al di sopra di qualsiasi produzione videoludica di sempre. E la bravura Naughty Dog in questo campo si vede eccome. La capacità di passare dai dialoghi cazzoni e pieni di ironia di Uncharted, al dolore, al terrore, alla rabbia di TLOU è incredibile. Qui  non c’è mai un attimo di tranquillità, di pace, di catarsi. Dal drammatico incipit fino all’utlima parola detta da Joel è tutto un incedere di drammi, di violenza inaudita, di sofferenza vera, di sopravvivenza verissima.

TLOU è un grandissimo survival horror, per quanto possa sembrare un action game. Gli sviluppatori sono riusciti a infondere nel giocatore il terrore vero quando sentono un rumore, perchè non ci sono munizioni, non c’è speranza di salvezza con alcuni nemici se non affrontati nella maniera corretta, c’è solo la voglia  di non morire, di non essere morsi, di proteggere Ellie.

E qui c’è l’altro grandissimo pregio di questo gioco:  i Naughty Dog non hanno voluto fare un qualcosa che piacesse a tutti per forza. E’ un gioco duro, durissimo, iperviolento, dove la sopravvivenza è tangibile, quasi reale. Ci si ritrova spesso e volentieri, causa anche la penuria di munizioni, a difedersi con mazze, asce, bastoni, con una foga, una crudeltà, che solo la vera voglia di sopravvivere può giustificare. Qui non c’è spazio per “le bastonatine” alla Silent Hill, qui bisogna infierire sui nemici, non importa se umani o non più tali. Bisogna finirli, senza pietà, o noi o loro.

E poi ci sono i personaggi. La caratterizzazione, come lo script, è sempre stato un punto forte delle produzioni Naughty Dog, e qui, anche grazie ad un comparto tecnico oltremodo eccellente, le persone, le emozioni, i loro sentimenti, saltano fuori come mai.

Vedere dagli occhi lucidi che Tess ha capito a cosa antrà incontro, carpire lo stato d’animo di Joel dai suoi sospiri, intravedere negli occhioni speranzosi di Ellie quel barlume di luce in una cupezza accecante, è una roba che oggettivamente non mi era mai capitata in un gioco.

E la colonna sonora? Capolavoro, capolavoro assoluto, veramente.

E allora perchè dico che secondo me non è il miglior gioco di sempre? Perchè ci sono due cose due che hanno messo quel velo di polvere su un diamante perfetto: la prima è che (come capita con Drake in Uncharted) non è possibile che una ragazzina di 15 anni sia in grado di sgominare un sacco di energumeni incazzatissimi, anche al livello normal. Il gioco è tutto improntato al realismo quasi estremo e ha senso che Joel reisca a sopravvivere, Ellie no. La seconda è il livello finale dove si impresona Joel nell’ospedale. A parte il fatto che non sono riuscito a superare quella parte in maniera stealth ma ho dovuto fare il mezzo Rambo, ma perchè se fino a quel momento due colpi di shotgun falciavano in due qualsiasi cosa, lì, con quei soldati, ce ne vogliono di più? Perchè hanno il giubbotto antiproiettile? E un colpo in faccia? Fa saltare il caschetto? Insomma uno si preapara in un certo modo e sembra quasi che alcune regole siano state variate in modo da rendere quel pezzo più difficoltoso.

Leggendo qui e lì ho capito che questo ultimo punto è probabilmente un mio problema, perchè c’è chi è riuscito a superare il tutto in maniera quasi del tutto silenziosa godendo non poco, però non posso evitare di dire che secondo me questa parte (aimè finale) era bilanciata diversamente dal resto del gioco.

Comunque The Last Of Us è un giocone, che vale l’acquisto di PS3 per chi non ce l’avesse. E quando finisce rimani effettivamente con l’idea che avresti fatto lo stesso, che Joel alla fine ha fatto la scelta giusta, per se stesso, perchè è un sopravvisuto, glielo leggi negli occhi, che doveva andare così.

Per finire:

  • nonostante il doppiaggio italiano sia più che buono, è un delitto non giocare TLOU in inglese. Oltre a qualche problema di volume nella versione italiana, la voce originale di Joel è una cosa che mette i brividi da quanto è bella.
  • aver giocato The Walknig Dead mi ha reso un po’ più freddo a certi drammi che accadono durante il gioco (tipo l’incipit), ma come è rappresentata la paura e il caos per le strade proprio in quella fase ha dell’incredibile. Io il caos di un’epidemia mortale me lo immagino proprio così.
  • quando il gioco è finito mi sono sentito contento. Era l’unico finale che avrei accettato e forse è stato l’unico momento di pace in tutto il gioco.

Playstation 3 Fat e il cambio di Hard Disk ovvero come non progettare un sistema.

20/05/2013

sc003Con l’offerta eccezionale del servizio Playstation plus gli 80 gb della mia PS3 ciccia non erano aimè più sufficienti. In realtà avrei potuto farli bastare per un po’, ma (ecco il primo punto di odio) il sistema che ha messo in piedi Sony prevede che se io devo scaricare un gioco da 15 gb, devo averne 30 liberi.

E’ semplice capire che bastano 2 giochi come Hitman Absolution (17 gb) e Mass Effect 3 (14 gb) per mettere in crisi il mio spazio di archiviazione della PS3.

Decido quindi, dopo aver letto diversi tutorial, di sostituire l’HDD interno con uno più capiente. Ne trovo uno a 50 euro da 500 gb, un filo meglio della proposta Sony di un disco da 250 gb a 99 euro (vabè, solo il doppio per la metà dello spazio, che volete che sia).

PS3 ha un sistema di backup automatizzato per cui si collega un disco esterno via USB, ci si fa il backup, e poi è possibile cambiare il disco interno e ripristinare il tutto come se nulla fosse successo. Questo dice la leggenda. La leggenda è falsa.

Prima di tutto il disco esterno deve essere formattato in FAT32. Dato che Windows non formatta grossi volumi con il file system FAT32 bisogna o farlo da riga di comando (ma a volte non funziona) o scaricare un piccolo tool che fa tutto lui. Ok, primo passo superato senza troppi problemi.

Facciamo il backup. Avevo nel disco interno della PS3 circa 60 gb occupati. Il backup, completato correttamente, dice il sistema, dopo 2 ore, dichiara di aver copiato 41 gb. Un punto interrogativo mi compare sul cranio mavabbè (60 vs 41). Dato che non c’è modo di sapere cosa VERAMENTE è stato backuppato, smonto il disco da 80 e ci ficco quello da 500. La procedura è veloce e molto semplice. Un avvitatore elettrico aiuta non poco dato che le viti, giustamente, sono strette alla morte.

Faccio partire la console e mi ritrovo davanti la schermata 400×200 di risoluzione. Il sistema ha bisogno dell’ultimo firmware pubblicato da Sony su una chiavetta USB separata, NON il drive con il backup sopra ma una chiavetta a parte. Ok, lo sapevo, faccio. E’ come inizializzare la console per la prima volta. Quando torno ad una situazione decente (1080p, data e ora precise, firmware installato) attacco il discone USB e faccio partire il ripristino. Tutto va bene sino al 65% di completamento e 34 minuti dalla fine (la durata avrebbe dovuto essere uguale all’operazione di backup), quando il sistema mi da un errore. Si torna alla dashboard con il preoccupante messaggio “ricostruzione del database in corso” e vedo che sono presenti gli utenti che avevo nella vecchia console, ma solo quello. Non ci sono account PSN registrati, non ci sono backup di alcun tipo. Solo Utente1, Utente_USA etc. vuoti.

Vabè, vado a dormire, ci penso il giorno dopo, mi dico. Riprovo con il restore la mattina dopo. Lo faccio partire e con il massimo sprezzo del pericolo vado a fare la spesa. Al mio ritorno la console è spenta. L’accendo e via di nuovo  “ricostruzione del database in corso”. Ora però oltre agli utenti ci sono ben 6 salvataggi (i file originali erano 136), foto, video e musica. Non c’è un gioco scaricato dal PSN, non ci sono dati di gioco tipo gli 11 gb di Gran Turismo 5, insomma, una mazza. Nota: di video, musica e foto avevo si e no 200 Mb (quindi 60 gb vs 41 gb? again).

Ho cercato in rete se ci fosse un motivo per i restore falliti e le spiegazioni che ho trovato erano molteplici, troppe per provare e riprovare: settori danneggiati nei dischi (non era il mio caso), salvataggi non copiabili (ne parlo tra poco), e altre motivazione assurde.

Vabè, dato che mi sono scartavetrato la minchia di fare restore decido di riscaricare tutto, partendo ovviamente dai salvataggi. Per fortuna sono un utente PS Plus e uso il cloud per tirare giù i dati. PECCATO che molti salvataggi non vengono caricati sul cloud automaticamente, ma devono essere salvati uno per uno, e ora mi spiego.

Prendiamo l’unico salvataggio che mi interessava: Dark Souls. Il salvataggio di Dark Souls (come quello di Sleeping Dogs, o uno di quelli di GT5) non viene preso in considerazione se si fa la copia massiva dei dati su cloud, e ovviamente non si può salvare su un supporto USB (la maggior parte sì però). Bisogna SAPERE che quel salvataggio non viene preso in considerazione dalla copia massiva e dire al sistema che SOLO QUELLO, PROPRIO QUELLO, deve essere caricato. Solo che questa cosa la scopri quando hai già cambiato HD interno e ti chiedi dove minchia sia finito il tuo prezioso save sullo spazio di PS plus. Quindi cosa ho fatto? Ho rimontato il disco vecchio da 80, ho controllato quali salvataggi avevano questa cazzata peculiarità, e li ho gestiti uno ad uno.

Faccio notare che: un salvataggio come quello di Dark Souls o lo si copia singolarmente tramite cloud o non c’è modo di “tirarlo fuori” dalla console. Cioè non è possibile senza una connessione internet e un servizio a pagamento mettere al sicuro la propria storia di ore e ore di gioco di uno dei titoli più bastardi della storia recente (magari mi sbaglio eh, però io ho questa esperienza). Meno male che il disco da 80 gb ce l’avevo lì vicino e non ho avuto problemi a recuperarlo, sennò si sarebbero sentite le bestemmie in Antartide.

Rimontato il disco nuovo ho cercato di salvare in locale i dati appena uppati, ma simpaticamente il sistema mi ha detto che dovevo aspettare 24 ore (dandomi data e ora del limite da rispettare) per fare un ulteriore download dei dati (purtroppo non ho fatto lo screenshot del messaggio perchè se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto).

Allora con estrema simpatia ho iniziato a riscaricare quello che avevo sul disco da 80 gb e grazie alla mia connessione non ci ho messo neanche tanto. Ovviamente i giochi, come sempre su PSN, non sono patchati, quindi sia Sleeping Dogs, che Wipeout, che altro, hanno necessitato di altro tempo per riscaricare tutte le patch. Ricordo che GT 5 scarica qualcosa come 6gb solo di dati aggiuntivi.

Ora ho un disco da 500 gb e ho già iniziato a giocare roba che sul disco vecchio non mi stava, però porcoilmondochec’hosottoipiedi, è possibile fare un sistema così?

Una funzione di backup che non si sa mai cosa fa? Un servizio cloud che copia solo alcune cose e altre no (ma non te lo dice)? Un sistema che necessita del DOPPIO dello spazio per installare i giochi? Salvataggi che non possono essere esportati se non facendo il giro del pianeta?

No Sony, non ci siamo. Ti salvi con il PS Plus e con le ottime esclusive, sennò il vaffanculo sempiterno era già partito. Se fai PS4 con questa logica non te la compro manco morto. Sallo.


Il perchè Kratos spacca ancora come una volta. (Vedi a parlare dei giochi senza finirli?)

27/03/2013

God-of-War-Ascension_Playstation3_cover-2E mi ero un filo sbagliato. Le prime due ore di gioco di God of War Ascension che mi avevano portato a scrivere questa roba qui mi avevano fatto pensare di stringere tra le mani un buon titolo ma discretamente anonimo, per nulla epico, quasi che i Santa Monica si fossero messi a fare un compitino (ben redatto eh) ma nulla più.
E invece, andando avanti il gioco diventa una furia di sangue, epico, soddisfacente, ultraviolento e con combattimenti decisamente più “gustosi” di quelli che accompagnano il giocatore nei primi momenti di gioco.

Non è un caso che mentre all’inizio è stato dato più peso allo spettacolo puro (mostri ciclopici, telecamera in alcuni casi lontanissima dall’azione etc.),  andando avanti le arene si resringono, il comattimento diventa più tecnico (nel limite di GoW ovviamente) e l’epicità aumenta a dismisura. Si percepisce proprio il cambio di rotta da un certo punto in poi dell’avventura.

Al contrario di quanto avevo detto in precedenza sul doppiaggio (solo italiano o greco), è possibile cambiare la lingua “in corsa” (da numerosissime selezionabili) e così sono passato all’inglese, decisamente meglio utilizzato del nostro idioma.

Riprendendo quindi la chiusura dell’altro post finirei con: che dire, un passo falso da parte di Santa Monica Studios? Assolutamente no. Un gran titolo, che parte male ma si rialza alla grandissima, con un Kratos eccellente che dopo il 3 fa tornare la saga ai fasti dei primi 2 capitoli. E ora posso dirlo perchè l’ho finito 😀


Il perchè Kratos non spacca più come una volta.

15/03/2013

God-of-War-Ascension_Playstation3_cover-2God of War è una di quelle saghe che mi “obbligano” a comprare i vari episodi al day one. Il primo episodio mi era piaciuto tantissimo, il secondo da impazzire. Il terzo su ps3 abbastanza e i capitoli “minori” su PSP erano stati delle piacevoli sorpese.

Non sono uno di quelli che dice “uh che noia è sempre la stessa cosa” perchè il combat system mi garba e perchè l’epicità e la violenza del nostro allegro spartano è molto catartica.

Ma allora cos’è che non funziona in questo Ascension che molti ne parlano male? Premetto che ho giocato poco più di un paio d’ore, quindi sono abbastanza all’inizio e probabilmente non ho visto i pezzi migliori, però una cosa la posso dire (cosa per altro che può essere valida anche per il terzo capitolo): Kratos ha perso parte di quella sua epicità che invece risplendeva nel secondo episodio.

Gli sviluppatori, nella ricerca di un design più mostruoso possibile per i nemici, sono sfociati quasi nell”anonimato. Insomma, non posso ritrovarmi a combattere nell’antica grecia dei cosi che sembrano usciti da dead space, su basta con sti cosi che sembrano tutti ragni.  Per altro, proprio per dare il massimo di spettacolarità possibile, molti nemici sono ciclopici. Bello eh, peccato che il campo di battaglia sia così lontano in certi frangenti da non permettere neanche di capire dov’è Kratos, cosa che ci impone di pigiare a caso i tasti (che già non stiamo parlando di un titolo ultratecnico).
L’altra cosa che lascia un po’ così è che Kratos sembra un po’ una parodia di se stesso. Le proporzioni del suo corpo ormai sono esageratamente “sbagliate” con una testa piccolissima e un torso gigantesco. Ripeto, in GoW 2 tutto era più “preciso”. E poi la scenetta con le tipe con le tette al vento, dai su, ci siamo capiti.

Tecnicamente parlando siamo sull’eccellenza, scenografie comesi diceva enormi, mostri giganteschi e un sacco di roba su schermo. Il gioco è sempre lo stesso e quindi se piace bene, se no sicuramente questo capitolo non vi farà cambiare idea.

Nota di estremo biasimo per il doppiaggio italiano, tremendo (anche come volumi). Il fatto che l’unica altra lingua disponibile sul disco italiano sia il greco mi ha fatto capire molte cose (con tutti li rispetto per gli ellenici).

Che dire, un passo falso da parte di Santa Monica Studios? No non direi, certo è che la saga ha perso quello smalto epico che era comunque riuscita a mantenere (a mio avviso) anche con il terzo episodio. E comunque lo devo ancora finire 😛


Sleeping Dogs: un sandbox dannatamente serio.

06/03/2013

260px-Sleeping_Dogs_-_Square_Enix_video_game_coverLa genesi di Sleeping Dogs è stata una di quelle molto travagliate che solitamente si concludono in modi non proprio ottimali: o con il gioco cancellato, o quando va bene con un titolo che arriva sugli scaffali mezzo monco, brutto da vedere e con un gameplay obsoleto.

Per fortuna la fatica di United Front Games non fa parte di queste due categorie, e posso tranquillamente dire che è uno dei giochi migliori che mi sia capitato mettere mano in questo ultimo anno. Un grazie va sicuramente a Square Enix che ha rilevato il progetto e ne ha permesso la pubblicazione. Un grazie ancora più grosso va a Sony che ha fatto in modo di renderlo disponibile gratuitamente agli abbonati del PS plus, quale io sono.

Ma cosa ha di così diverso questo free roaming rispetto ad un, chennesò, GTA4? Allora, partiamo dalle cose negative: graficamente, su PS3, si vede che è stato un progetto con qualche intoppo (di troppo). Il frame rate è incostante, le texture non sono il massimo e la gestione della telecamera a volte è un po’ a cazzo. Ma questi problemi, veniali a mio avviso, vengono controbilanciati da molti aspetti positivi. In primis la trama, adulta, violentissima, per nulla ironica o simpatica. I personaggi caricaturali tipici di Rockstar (anche in GTA4 ce n’è, anche se è più realistico) qui non hanno cittadinanza. Come ogni film che si rispetti ambientato ad Hong Kong, i personaggi sono tutti cazzutissimi, cattivissimi e senza scrupoli. Una storia sensata e con anche un bel po’ di pathos poi fa il resto.
Un altro aspetto che mi ha piacevolmente colpito è il modello di guida degli automezzi, molto milgiore dei suoi rivali, modello che permette di utilizzare lo slowmotion durante gli inseguimenti per mirare meglio i nemici. Non è affatto difficile guidare velocissimi e contemporaneamente sparare ESATTAMENTE a chi si vuole, cosa che in GTA è sempre stato un dramma umano.Infine, l’aspetto che forse caratterizza di più Sleeping Dogs, è il combattimento corpo a corpo. Copiando Mutuando il sistema che ha reso un capolavoro Batman Arkham Qualcosa, gli sviluppatori di Sleeping Dogs hanno creato un sistema di combattimento divertente, complesso, gratificante e anche bello da vedere.  Avvicinarsi ad un gruppetto di malviventi sapendo che da lì a poco saranno tutti con gambe e braccia rotte dà veramente soddisfazione. Le armi da fuoco ci sono ma in maniera molto marginale, e no non si possono portare  addosso 27 pisole, fucili, bazooka e altro ancora (grazie a Dio).

Commento? Titolo da comprare (o scaricare dal PS Plus), godersi, vivere. E poi fare il poliziotto sotto copertura mi piace molto di più che fare il solito criminale a caso.


Skylanders e “Psp Vita”. Due momenti, due illuminazioni natalizie.

29/12/2012

660x500_SkylandersGiants_8382In questi giorni di festa ho avuto modo di passare in rassegna, tra famiglie varie, giochi giochini e giochetti regalati alle varie proli in giro per le discendenze di sangue, e devo dire (come fanno i vecchi) che io alla loro età col cavolo che avevo tutta sta roba.

Ma a parte questo ci sono stati due momenti in cui mi si è aperta la mente, un po’ come quando si gioca a Braid e si azzecca la cosa giusta da fare, è quel “miii ma è vero!” che ti cambia prospettiva.

La prima “illuminazione” riguarda Skylanders Giants. Per chi non lo sapesse sotto questo nome si nasconde una delle più geniali operazioni di marketing della storia del videoludo. Skylanders Giants è un gioco multipiattaforma, molto semplice, dove dei mostriciattoli devono andare in giro per una terra fantastica a completare delle missioni. E fin qui, niente di particolare, se non fosse che per utilizzare i mostriciattoli nel gioco, il giocatore deve possedere FISICAMENTE le miniature dei rispettivi personaggi nel mondo reale, cioè il nostro. Infatti il disco di gioco contiene già tutti i personaggini, che però sono utilizzabili solo poggiando la relativa miniatura su un apposito pianale collegato via USB alla console. Geniale. da 9,90 a 14 euro per pupazzetto a seconda della grandezza. Ce ne sono decine.

Per altro i pupazzetti sono “traversali” nel senso che funzionano su qualsiasi versione (Wii, 360, PS3) in modo che se due ragazzini hanno 2 console diverse, si possono comunque scambiare i personaggi. Geniale, questi sì che hanno capito tutto della vita.

L’altro momento illuminazione è stato quando mio nipote, 9 anni, vedendomi pacioccare con Fifa 13 su Ps Vita mi ha detto “Bellaaaa ma è la PSP Vita? Ah, ma è touch?” e lì ho capito una cosa fondamentale: se un ragazzino di 9 anni non sa come si chiama Vita e che è tutta touch, vuol dire che Sony ha completamente cannato la comunicazione. Lo stesso ragazzino sa morte vita e  miracoli di un iPad qualsiasi, giusto per dire che non è un amish che vive recluso in chissà quale vetta sperduta.

Bene, ora che ho condiviso anche questi due momenti magici del mio Natale posso chiudere baracca e burattini per questo 2012. Un salutone e ci si vede l’anno prossimo. Baci baci.