Videogiochi di calcio, dieci pietre miliari. Capitolo 5: Mexico ’86

26/01/2015

1074907538Sempre nel baruccio dove andavo da piccino, sempre sia lodato quel posto, un giorno apparve questo Mexico ’86 che e capii subito che le mie (risicate) monete da duecento lire avevano trovato una nuova casa.

Mexico ’86 (che in realtà era un bootleg di Kick’n Run di Taito, anche se mi dicono che c’erano alcune differenze) era un gioco di calcio molto avanti per i tempi in cui uscì. Cercando di cavalcare l’onda dei mondiali in Messico del 1986, questo coin-op, che ricordiamo non è mai stato convertito per nessun sistema casalingo, apportava delle novità non da poco. Prima di tutto il campo di gioco era enorme, visto di lato e la grafica era molto pulita e un po’ pupazzosa. Poi, grandissima novità, era finalmente presenti i falli, le punizioni e i rigori. Era possibile scegliere tra un tot di nazionali (tutte con colori cannati a caso ovviamente) ma con la cosa curiosa che ogni nazionale aveva delle caratteristiche ben precise, una era più tecnica (il Brasile), una più veloce (gli USA), una più potente (i Crucchi) e noi avevamo la difesa più forte (ovviamente).

Leggo in giro che il cabinato vero aveva anche un pedale per i tiri. Ecco nel mio baruccio non solo c’era il bootleg ma pure un cabinato standard, per cui tiravo con un tasto e amen che tanto godevo lo stesso.

 

Gran bel gioco, che puntando sull’enormità del campo rispetto ai giocatori, permetteva anche una certa l’ibertà d’azione e non ricordo ci fossero pattern prestabiliti per segnare.

Insomma, tante monetine spese, tanto onore. Da provare assolutamente emulato.


Videogiochi di calcio, dieci pietre miliari. Capitolo 4: International Soccer

22/01/2015

c64_2Taaaaaanti anni fa ero un bimbo che sbavava di fronte alle pubblicità dell’Intellevision su Topolino. Quei quadratoni e quelle lineette che rappresentavano calciatori, cestiti e giocatori di hockey per me erano la cosa più figherrima che avrei mai potuto vedere in un videogioco. Vedere i fantasmagorici giochi che erano rappresentati in quelle pagine mi faceva venire voglia di essere ricchissimo e chiedere ai miei di comprarmi tutto.

Purtroppo la situazione era leggermente diversa  e non ero ricchissimo, ma qualche anno dopo in casa nostra arrivò il Commodore 64 e finalmente la mia sete di sport interattivo si placò con International Soccer, che per la cronaca pisciava in testa ai giochi che mi avevano rapito nelle pubblicità di Topolino.

International Soccer faceva parte di una serie di giochi sportivi pubblicati direttamente dalla Commodore e dava la possiblità al giocatore di sfidare sia il computer sia un altro giocatore, ovviamente con un secondo joystick (ah il C64, che capolavoro di computer…)

Il campo era visto di lato e le squadre era formate da 7 giocatori (portiere compreso). Praticamente hanno inventato il calcio a 7 🙂
Essendo un gioco pioniere quasi del genere, non erano presenti falli o fuorigioco ma c’erano le rimesse laterali e i calci d’angolo.

Ovviamente, come moltissimi giochi simili, c’era il modo di segnare sempre, almeno nella versione che avevo io: era sufficiente arrivare da fondo campo e tirare in alto verso la porta. La palla si insaccava mentre il portiere effettuava un inutile saltello sul posto.

InternationalSoccer_Animation

Perchè per me è così importante sto gioco allora? Perchè è stato praticamente il primo gioco di calcio vero che ho avuto a casa e ci ho passato mille milioni di ore, ecco.
C’è anche da dire che per l’epoca, International Soccer era una gioia per gli occhi e come gameplay era veramente divertente.

Certo è che chi si lamenta del costo dei giochi oggi, che per produrli ci vogliono 600 persone e decine di milioni di dollari, pensi che allora un giochino così sempre uguale, con dei bug enormi costava all’utente finale ben di più (considerando inflazione, moneta, bla bla bla) ma ci si divertiva come bimbi comunque (anche perchè ero un bimbo quindi beh, era più semplice.)

Una chiccha, che mi sono ricordato solo perchè l’ho riletta su qualche sito di fan. è che in International Soccer si potevano scegliere un tot di colori per le magliette (ovviamente solo tinta unita, no righe) ma c’era anche la modalità “TV in bianco e nero” dove i colori erano scelti dal computer in modo da non confondere le squadre in campo. Ah il 1983, ah gli 8bit.