Xbox One. Il dramma umano di una ritrattazione imbarazzante.

20/06/2013

microsoft-xbox-oneChi segue un minimo il mondo dei videogiochi saprà che ieri Microsoft ha deciso uno storico dietrofront. Niente DRM da grande fratello, nessun obbligo di connettere la console almeno una volta al giorno alla rete, totale libertà di scambiare i giochi e venderli, nessun blocco regionale.

Molti hanno apprezzato questa (forte) scelta di rimangiarsi tutte le novità annunciate sino ad oggi, altri meno. Ma credo pocchissimi hanno cercato di capire il dramma che in questi giorni deve essere andato in scena a Redmond e in chissà quante altre parti del mondo.

Xbox One è un progetto enorme, che si porta dietro anni di sviluppo, centinaia di persone, contratti con società esterne, contratti di marketing e mille altre cose. Nella mia carriera ho preso parte a progetti lunghi e strategici (non in campo videoludico ovviamente) e prendere una decisione simile a 5 mesi dal lancio deve essere stato un bagno di sangue.

Probabilmente in questi giorni i project e pogram manager del progetto One avranno monitorato la situazione ora per ora, pressati con angoscia dal marketing. Sicuramente la possibilità di disattivare tutti i DRM era una alternativa già pronta, magari non perfetta, ma è una di quelle alternative che solitamente in progetti del genere hai ma preghi tutti i santi in paradiso di non dover mai veramente prendere in considerazione.

Qui è successo. Mi figuro riunioni fiume, a ore atroci del giorno e della notte, per capire se è veramente possibile modificare in maniera così radicale la situazione. Perchè se devi comunicarlo al mondo devi essere sicuro di quello che dici. Basta sbagli, basta errori.

Mi immagino conference call con i fornitori in altri continenti, 16-18 ore al giorno di riunioni, con i capi,  con Don Mattrick, con Ballmer, probabilmente anche con Gates.

Immaginate cosa vuol dire fare un meeting in 10 persone o di più  dove devi dire al capo e  all’ex-capo e creatore di Microsoft una cosa del genere. Vuol dire non dormire più.

Vuol dire nel migliore dei casi andare a lavorare insieme ai cessi, non a pulirli. E mi immagino urla, probabilmente di chi era ed è ancora convinto che tutti i DRM sarebbero stati a medio termine una figata per l’industria tutta, e urla di chi no, che è giusto così che sennò se la compravano in due l’Xbox One.

Tremendo. Meno male che non sono quello che è dovuto andare da Ballmer a spiegargli che i preorder stavano 100 a 1.

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Skylanders e “Psp Vita”. Due momenti, due illuminazioni natalizie.

29/12/2012

660x500_SkylandersGiants_8382In questi giorni di festa ho avuto modo di passare in rassegna, tra famiglie varie, giochi giochini e giochetti regalati alle varie proli in giro per le discendenze di sangue, e devo dire (come fanno i vecchi) che io alla loro età col cavolo che avevo tutta sta roba.

Ma a parte questo ci sono stati due momenti in cui mi si è aperta la mente, un po’ come quando si gioca a Braid e si azzecca la cosa giusta da fare, è quel “miii ma è vero!” che ti cambia prospettiva.

La prima “illuminazione” riguarda Skylanders Giants. Per chi non lo sapesse sotto questo nome si nasconde una delle più geniali operazioni di marketing della storia del videoludo. Skylanders Giants è un gioco multipiattaforma, molto semplice, dove dei mostriciattoli devono andare in giro per una terra fantastica a completare delle missioni. E fin qui, niente di particolare, se non fosse che per utilizzare i mostriciattoli nel gioco, il giocatore deve possedere FISICAMENTE le miniature dei rispettivi personaggi nel mondo reale, cioè il nostro. Infatti il disco di gioco contiene già tutti i personaggini, che però sono utilizzabili solo poggiando la relativa miniatura su un apposito pianale collegato via USB alla console. Geniale. da 9,90 a 14 euro per pupazzetto a seconda della grandezza. Ce ne sono decine.

Per altro i pupazzetti sono “traversali” nel senso che funzionano su qualsiasi versione (Wii, 360, PS3) in modo che se due ragazzini hanno 2 console diverse, si possono comunque scambiare i personaggi. Geniale, questi sì che hanno capito tutto della vita.

L’altro momento illuminazione è stato quando mio nipote, 9 anni, vedendomi pacioccare con Fifa 13 su Ps Vita mi ha detto “Bellaaaa ma è la PSP Vita? Ah, ma è touch?” e lì ho capito una cosa fondamentale: se un ragazzino di 9 anni non sa come si chiama Vita e che è tutta touch, vuol dire che Sony ha completamente cannato la comunicazione. Lo stesso ragazzino sa morte vita e  miracoli di un iPad qualsiasi, giusto per dire che non è un amish che vive recluso in chissà quale vetta sperduta.

Bene, ora che ho condiviso anche questi due momenti magici del mio Natale posso chiudere baracca e burattini per questo 2012. Un salutone e ci si vede l’anno prossimo. Baci baci.


Halo 4, un nuovo inizio.

22/12/2012

2048-halo-4-cortana-hd-800x600-1A me la serie Halo piace. Non sono uno di quelli che inorridisce pensando al character design della saga fantascientifica di Microsoft, anzi mi sono sempre trovato a mio agio nell’universo creato da Bungie, e ora preso in mano da 343 Industries.

Proprio il nuovo studio era l’incognita più grossa, perché per la prima volta dopo più di 10 anni Master Chief e Cortana si ritrovavano orfani di Bungie, ma, diciamolo subito, il passaggio di studio ha fatto solo bene al franchise. Era abbastanza evidente con ODST e Reach che Bungie fosse stanca di questo fardello, e per fortuna 343 Industries non solo sono stati in grado di pubblicare un nuovo vero Halo, ma  ha saputo fare una cosa che ai cugini più famosi non era mai riuscita: fare un capitolo della saga con un aspetto grafico con i controcazzi.

Halo 4 è un gran bel gioco, fatto (si vede in moltissimi particolari) per piacere ai fan,ma nello stesso tempo riesce a cambiare quel qualcosa per cui non si rischia di passare il tempo a dire “eeeee ma qui hanno fatto come in Halo 1 ahhhhh qui come in Halo 2” etc…

Tecnicamente il gioco è ottimo, veramente, il top su 360. Il sistema di controllo è il solito, forse ancora limato qui e lì, e ci si trova subito a casa. E Cortana è fantastica, veramente, sia come immagine (insomma è mezza nuda) sia come personaggio. Halo 4 infatti è l’Halo di Cortana e Master Chief, è una battaglia solitaria (anche se in alcune sequenze ci sono altri mezzi e soldati), un’avventura drammatica di questi due sopravvissuti, che fanno di tutto per salvare l’umanità, loro che di umano forse non hanno più nulla.

Mancano quindi le grandi battaglie  oceaniche che hanno reso famoso il franchise, ma si capisce che questo numero 4 è solo l’inizio di una nuova storia, e quello che mi ha fatto più piacere è che vista la sequenza finale avrei avuto voglia di giocare subito il sequel. Sentimento che non avevo avuto né con ODST né tantomento con Reach.

Insomma, complimenti a 343 Industries per l’ottimo debutto, che non era certo facile. Attendo fiducioso Halo 4 (col il fatto che uscirà sul successore del 360, aimè).


VGA 2012. Ho visto poca roba ma quella che ho visto mi è piaciuta.

10/12/2012

0Qualche giorno fa ci sono stati gli annuali Video Game Awards di Spike TV. Un evento che di “evento” non ha proprio una mazza, ma è un simpatico spettacolo per amanti del videoludo con le solite prevedibili cacchiate da TV ammerrrigggana.

Quest’anno però, al contrario del 2011 dove i VGA erano stati bollati in maniera globale come “lammerda”, i premi dati e i trailer presentati avevano un senso.

Innanzitutto gli Award. Come titolo dell’anno ha vinto il gioco di The Walking Dead, che da più parti è stato giocato e apprezzato.  Mi ha fatto per altro grandissimo piacere che che il miglior gioco per PS3 sia stato Journey. Finalmente un gioco “indie” messo lì, in mezzo ai papaveri del videogioco.

Dei premi però miè sempre importato poco. Il vero succo dei VGA sono i trailer dei giochi che verranno, e qui c’è stato di che essere soddisfatti.

Partiamo con il sorpresone (almeno per me): Dark Souls II presentato da Jessica Alba. Del gioco non si vede una mazza, ma il trailer è cinematograficamente da erezione ed essendo Dark Souls, difficilmente deluderà i fan. Il fatto che sia stato presentato da Jessica “Dark Angel” Alba credo possa aver soddisfatto i sogni bagnati di milioni di nerd in giro per il pianeta.

Grande interesse hanno suscitato in me i nuovi  filmati del nuovo Tomb Raider e di The Last Of Us. Le date di uscita sono pianificate il 5 marzo 2013 e il 7 maggio 2013.

Chiudo citando lo spettacolare inizio di show con gli amici di South Park. Agevolo qui di seguito il trailer ufficiale di South Park: The Stick Of Truth, merita veramente 🙂

 


Resident Evil 6, IGN Italia e la follia paradossa.

02/10/2012

Ieri sono state pubblicate su molti siti le varie recensioni di Resident Evil 6. C’è chi ha piazzato voti bassissimi, c’è chi ha dato voti medi, c’è chi ha dato volti altissimi. Uno di questi è IGN Italia che con un bel 9 di Mattia Ravanelli ha scatenato una polemica che era lì lì nell’aria.

Premetto che io non ho provato né il demo né tantomeno il gioco completo e che non ho tutto questo livore verso un Resident Evil che ovviamente di discosta dalle sue più antiche origini. Il mondo è cambiato, i survival horror sono cambiati, non facciamo i vecchi nostalgici.

Comunque, tornando a noi, RE6 si porta dietro un odio pari solo a quello che sta schiacciando il nuovo Devil May Cry. Da cosa è alimentato questo livore? Probabilmente da due aspetti principali: il primo è appunto la deriva action che la serie ha preso, che può piacere o meno, ma è probabilmente il genere che tira di più in sto periodo. Il secondo è un demo (a quanto leggo) non particolarmente felice, errore che molte software house hanno fatto in passato (mi viene in mente Castelvania Lord of Shadows che ha “beneficiato” di un demo urendo. Se non fosse stato per recensioni e commenti entusiastici di chi l’aveva VERAMENTE giocato non l’avrei toccato neanche con un bastone)

La recensione dicevamo, è stata pubblicata alle 18, 4 pagine, lunghissima, dettagliatissima. Chi l’ha scritta ci ha giocato 33 ore (minchia manco ad un jrpg io gioco tanto), e alla fine il giudizio è di un gioco ottimo, divertente ma lontanissimo dalle origini. Voto 9. Pochi attimi dopo la pubblicazione sono comparsi commenti di utenti del tipo “venduti”, “ah siete come ign uk”, “9 E’ TROPPO ALTO!!!11!!!1”.

Il fatto è che queste persone A) non hanno letto le 4 pagine di recensione (i commenti sono comparsi in un lampo, neanche il tempo tecnico di leggerla la recesione), B) gli utenti incazzosi molto probabilmente non hanno provato a fondo il gioco completo (al massimo il demo, ma molti neanche quello).

Ma quindi perchè? Perchè tanti insulti, tanto odio verso una persona che non conosci ma che fa sto lavoro da anni? Perchè non è concepibile che un essere umano possa apprezzare una cosa che tu a priori (e senza un motivo sensato) detesti?

Poi siamo nel 2012, ma davvero pensate che qualcuno cacci dei soldi per avere un 9? Che ci siano così tanti soldi in giro da poterli specare così?

Io la recesnione l’ho letta e apprezzata. Non comprerò RE6 ora perchè non ho i soldi (e su PC esce dopo i Maya), ma se lo troverò a poco lo prenderò


Carmine Must Die (ma anche no…)

21/07/2010

Ammetto che commentare il prezzo ufficiale di Kinect mi ha stuzzicato non poco, ma visto che l’esborso richiesto (150 euro) per quell’affare mi sembra che si commenti da solo, oggi volevo focalizzare l’attenzione su una famiglia che molti non conoscono ma che sta dando tutta se stessa ad una delle saghe videoludiche più popolari dei nostri anni. Sto parlando dei Carmine all’interno dell’intricatissima trama di Gears of War.

Attenzione: le prossime righe rivelano degli spoiler inutili su GoW 1 e 2

Nel primo Gears of War crepa tale Antony Carmine, nel secondo crepa suo fratello Ben, ora per il terzo il prurito di ammazzarne un’altro era troppo alto, ma Epic ha avuto una fantastica idea: dal 29 di luglio sarà possibile acquistare sul marketplace una coppia di magliette per i nostri avatar. Su una ci sarà scritto “Save Carmine”, sull’altra “Carmine Must Die”
Il ricavato andrà ad un ente di beneficenza (Child’s Play Charity) e il fato di Clayton Carmine (questo il suo nome completo) sarà deciso dal numero di magliette vandute: se prevarrano i “save” gli sarà risparmiata la vita, se vinceranno i “must die” il povero Clayton andrà a ricongiungersi con i suoi parenti.

Trovo molto carina l’idea e il modo in cui la stanno realizzando (poi se è beficenza vera è ottima)  ma ho tre pensieri veloci veloci:
1) Ma noi italiani a Bleszinski gli stiamo così sul cazzo?
2) Quanta importanza deve avere questo personaggio nella trama se lo si può far fuori così senza aver impatti sulla storia?
3) Ma perchè parlo di storia e GoW nella stessa frase? 😀


La seconda guerra moderna

26/11/2009

Pochi giochi nella storia del nostro medium preferito hanno avuto un hype così alto.
Call of Duty:Modern Warfare 2 (da ora solo più MW2) ha rispettato a livello di vendite l’enorme attesa creata: in pochi giorni sono state vendute milioni di copie che hanno inondato gli schermi dei videogiocatori di mezzo mondo di fragorose esplosioni, bossoli a non finire e sangue a secchiate.  Attenzione: se non volete spoiler non continuate.

Ma è veramente così “figo” sto gioco? Dipende. Dipende in maniera determinante se chi prende il joypad (o il mouse) in mano si vuole dilettare solo soletto con una trama mozzafiato in un contesto bellico pieno di eventi, o preferisce provare la sua bravura online contro il resto del mondo.
Nel primo caso, devo dire, che il gioco è assolutamente sopravvalutato. E spiego il perchè.

Come per il primo MW, anche qui ci troviamo di fronte ad una serie di eventi fantapolitici che andremo ad affrontare impersonando diversi soldati in giro per il globo terraqueo. E qui salta fuori il primo problema: la possibilità dataci di vedere il mondo dagli occhi di diversi personaggi abbatte in maniera determinante la possibilità di immedesimarsi col giusto piglio in uno di loro. La cosa per altro è accentuata dal fatto che spesso, per obblighi di trama,  i nostri eroi verranno uccisi o traditi, e quindi un legame più forte al nostro alter ego sarebbe auspicabile proprio in modo da dare il giusto peso al nefasto evento.

Esempio:  la terza missione (ormai divenuta famosa per la dose di violenza di cui è carica), in cui prendiamo parte ad un raid terroristico come infiltrati, termina con l’uccisione del nostro personaggio da parte del “cattivo”, in modo da lasciare un cadavere americano sul posto e far credere al mondo che i responsabili del massacro sono gli USA. Ora, è vero che questo punto della narrazione è utile al resto della trama, ma a me che quel personaggio muoia importa sega, con lui ci ho fatto appena una missioncina, chemmifrega?

Non si capisce poi come sia arrivato a contattare i terroristi (ci sono gli spezzoni durante i caricamenti che dovrebbero dipanare la trama ma sono solo accozzaglie di frasi standard da marine di quart’ordine) e comunque il “dispiacere” per la perdita è veramente minimo.

Con il proseguire del gioco il tutto migliora un po’ (sto parlando a livello di trama, tecnicamente il gioco a me pare una bomba) e in alcuni tratti è veramente esaltante, per poi ricadere aimè nelle ultime fasi in un clichè di scene scriptate fino al limite del lasergame, e in un ingrovigliamento (esiste?) di eventi mal legati l’uno all’altro che ridanno quella sensazione di “ma io che ci sto a fare qui?” che proprio non aiuta a godersi l’epilogo.

Insomma, nonstante la modalità online sia vicina alla perfezione, il singleplayer, benchè tecnicamente ottimo, ha proprio i buchi dove un gioco basato su eventi scriptati non dovrebbe avere: trama e personaggi.

Si noterà come  non ho attaccato la brevità della campagnia in singolo perchè in realtà breve non è: sono le solite 7-8 ore che una persona come me che, se gioca, gioca la notte con le cuffie per mezz’ora alla volta volta benedice (e che sia benedetta la Bungie che col primo Halo ha inserito i checkpoint negli FPS 🙂 )

Prezzo pieno? Se siete patiti del multi decisamente sì.  Se,invece , siete dei solitari soldati di ventura che dopo aver amato il prequel avete le mani che prudono… beh magari compratelo quando scende un po’ di prezzo.