Watch Dogs, la vita vera e il camminare con il telefono in mano.

03/06/2014

Watch-Dogs-Ubisoft-cover-artCredo che tutti gli appassionati di videogiochi sappiano cos’è Watch Dogs e qual’è il fulcro su cui la trama ruota. Il protagonista, quello che noi controlliamo, è un hacker, anzi, un super hacker, come al solito di quelli anomali da film, ovvero è un figo della madonna, giustiziere e killer, e non il solito nerd che dovrebbe essere.

Ma a parte questo, è uno che vive col cellulare in mano, in quanto il telefono gli permette di collegarsi tramite un hack al sistema informatico della città e sapere tantissime informazioni di tutte persone che incontra.

A parte che se esistesse una cosa del genere LA VORREI SUBITO, ma mi sono accorto di quanto realistica sia questa situazione ovvero: andare in giro dando retta al telefono senza rendersi conto di dove si stanno mettendo i piedi.

E’ triste che sia stato un videogioco a farmi accorgere della cosa, ma quante volte perdo la concentrazione su quello che mi accade intorno per guardare il cellulare? Tantissime, e cosa ancora più grave, magari pure mentre guido o attraverso la strada, demandando di fatto al processi in background del mio cervello (oh parliamo in informatichese eh) la vigilanza dei pericoli che potrebbero esserci lì fuori.

Poi leggi di quelli che hanno un incidente mente di fanno un selfie e ti rendi conto che tu non sei messo proprio male male.

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iPod Touch vecchi, porte bianche e l’utilità del jailbreak

20/01/2014

WDLOGO_large_verge_medium_landscapeCome qualcuno sa, poco più di un mesetto fa parte della mia dotazione tecnologica mi è stata sottratta da casa. Evito di citare il maltolto, ma per esigenze di budget e per continuare comunque a fare certe cose, ho riesumato un iPod Touch di prima generazione, che montava ancora il firmware 3.1.2.

Ora il problema principale è che su questo iPod avrei voluto installare qualche giochino ma aimè sull’App Store da tempo il firmware minimo necessario per scaricare roba è il 4puntoqualcosa.

Come posso fare? Devo usarlo ormai veramente solo come lettore musicale?

Cerca cerca ti trovo un robo che si chiama Whited00r (con gli zero al posto delle o). Whitedoor è un custom firmware che, in primis, porta alcune feature dei firmware successivi al 3 su device vecchi (tipo il centro di controllo che appare facendo uno swipe dal basso verso l’alto tipico di iOS7) e installa uno store alternativo (di dubbia legalità. lo concedo) che raccoglie moltissime app compatibili con il nostro ormai vetusto e appestato iCoso.

Cosa significa? Significa che molte app ormai irrecuperabili sull’App Store posso funzionare tranquillamente su iPod e iPhone vecchi, ormai considerati soprammobili da Apple in quanto chi ha messo su questo servizio ha raccolto molte app di versione ormai dismessa ufficialmente. Semplicemente per chi non vuole comprare un nuovo iCoso (il primo iPod Touch è ancora perfetto come lettore musicale/video) o non ha soldi da spendere, ha una splendida alternativa, che comunque permette di riutilizzare anche come aggeggio di backup quel device fino ad un attimo fa era considerato buono per la pensione.

Personalmente non vedo nulla di male nel jailbrekkare un device con questo fine. Certo, nel negozio alternativo c’è di tutto,anche app che normalmente sarebbero a pagamento, ma sono comunque versioni vecchie non più aggiornate ne aggiornabili. Non è una giustificazione e chi viole giocare ad Angry Birds 1.0 fa la sua scelta, ma se uno vuole avere facebook, twitter, ma anche molti giochi o app gratuite ormai impossibili da rintracciare ,questa è un’ottima soluzione.


iPhone 5c, il grande fraintendimento

11/09/2013

iphone5c1Ogni tanto mi stupisco delle persone (anche di me stesso eh, sia chiaro) appassionate di tecnologia. Queste persone solitamente sono ultra informate, sanno tutto ma prorprio tutto del più piccolo componente all’interno di un telfono/tablet/computer/console/qualsiasialtracosa, eppure ogni tanto credono ancora alle favole.

Non so perchè ma, dopo mesi e mesi in cui ogni blog di tecnologia ha parlato di “iPhone low-cost”, mi ero fatto l’idea che Apple potesse veramente piazzare un iPhone sotto i 400 euro. Che low-cost una cippa, ma comunque un 399 sarebbe stato un prezzo allettante anche con specifiche tecniche non all’ultimissimo grido (battagliando con Galaxy S3 e Lumia 920).

Invece Apple piazza il cosidetto 5c a 599 (in Francia, da noi sarà sicuramente almeno 629). Un prezzo veramente alto che si pone in concorrenza con i top gamma di altri costruttori. E tutti (me compreso) “ahahahah low-cost una minchia”.

Però, se uno ci pensa bene, Apple non ha alcun motivo di sfornare cellulari “per tutti”. Sminuirebbe il marchio. Apple è un marchio di lusso, non c’è dubbio, e la maggior parte di iPhone che ci sono in giro sono venduti con contratti da 30 euro al mese. E’ come se Hermes mettesse in vendita borsette plasticose e di pelle di coccodrillo finta all’Ovisesse a 90 euro. Il marchio ne sarebbe distrutto, in quanto marchio d’elite (e i 14.000 euro per certe borse che ho visto io di persona personalmente sembrerebbero ancora più idioti).

Quindi è giusto che Apple venda le sue cose ad un prezzo assurdo, quasi (quasi) fuori mercato. D’altronde anche Samsung ci prova ogni anno con la versione “mini” dei suoi top gamma a inculare la gente, per poi dimezzare il prezzo 3 settimane dopo.Il fatto è che Apple ha ancora la forza del brand e fa telefoni oggettivamente ottimi con un ecosisitema di app ancora unico (no Android per quanto sia paragonabile è ancora un bel pezzo lontano).

Certo è che, con i soldi che la gente ha in tasca  oggigiorno, o si compra con contratto o lo si lascia sullo scaffale. Per quanto mi riguarda anche quest’anno mi terrò lontano dalle sirene di Siri, perchè ho già millemila spese aimè non tutte di svago.

Il problema vero è che ormai i cellulari hanno raggiunto un livello tecnologico difficilmente innovabile (una batteria da un mese sarebbe una vera rivoluzione), e quindi oltre a raddoppiare i bit del processore o mettere l’ennesimo sensore in più difficilmente si riesce a trovare la genialata che ti fa dire “Ooooooooooo”.

Vedremo cosa succederà. Ne venderanno un botto, sia di 5c che di 5s, ma sicuramente la percezione attuale che l’utenza ha di Apple è molto diversa da quella che c’era fino a qualche tempo fa.


Cellulari: mi sa che siamo arrivati alla frutta.

05/03/2013

Samsung-Galaxy-S42Tra poco più di una settimana Samsung presenterà il suo nuovo Galaxy S4, e come ogni anno già da qualche settimana si rincorrono rumors, mock-up e minchiate varie sul nuovo super cellulare della casa coreana.

Oggi mi è balzata all’attenzione una news che mi ha fatto capire di colpo che “l’innovazione” nel mercato mobile si è fermata circa un anno e mezzo fa: ll GS4 potrà scorrere le pagine solo con il movimento degli occhi.
Ora, tralasciando gli aspetti veramente utili che potrebbe avere una tecnologia del genere ad un costo accettabile per persone con problemi motori gravi, ho pensato subito che per l’uso quotidiano della maggioranza delle persone, una feature del genere è totalmente inutile. Come sono inutili i comandi vocali. Come sono inutili un sacco di piccole cacchiatine ficcate a forza nell’ultimo anno da Apple e Samsung nei loro terminali.

Per esempio, parlando di alti sistemi,  è molto meglio navigare nella dashboard dell’Xbox con il pad che con il Kinect, e quindi non vedo perchè debba usare gli occhi per sfogliare le pagine di uno smartphone quando posso farlo in maniera decisamente più veloce ed efficace con le dita. E anche pensando a persone che non possono fisicamente usare le mani, trovo soluzioni del genere del tutto inutili in quanto sicuramente tutte le funzionalità dello smartphone non saranno accessibili solo con quella modalità di interazione, rendendo di fatto una possibilità grandiosa per una fetta di mercato che troppo spesso si lascia da parte un giochino inutile e scomodo.

Amici costruttori di smartphone, volete innovare veramente? Fate durare di più la batteria che uno schermo fullhd su un coso di 4,5 pollici è inutile. Suvvia dai


La pellicola salvaschermo del telefono aka ora posso disinnescare una bomba alla nitroglicerina

28/02/2013

pellicola-1

Il seguente post è stato scritto pensando ad una persona che seguo su Twitter che sta avendo a che fare con questo dramma della società moderna.

Non sono mai stato una persona precisa o ordinata. La fretta e l’impazienza sono sempre state mie compagne di vita e raramente sono riuscito a mantenere la calma in diverse situazioni. Per esempio non sono il tipo che può passare  i pomeriggi a dipingere miniature di goblin e nani per giocare a Warhammer, e difficilmente mi si troverà curvo su un meccanismo di un orologio a cucù per carpirne i segreti.

Purtroppo il macabro destino ha deciso di farmi seprimentare una cosa molto ma molto peggiore delle attività da monaco zen descritte sopra: appiccicare la pellicola salvaschermo al mio cellulare.

E’ noto che mettere la pellicola salvaschermo è una di quelle attività che, come difficoltà, si piazzano subito sotto disinnescare un ordigno nucleare a pochi secondi dallo zero, e che è necessaria una tranquillità mentale che è tipica di chi passa 20 anni della sua vita a meditare sopra una roccia.

Nonostante questo mi sono cimentato diverse volte nel tentare di incollare in maniera precisa tale sottile strato di plastica sugli schermi dei miei amati smartphone,  purtroppo non sempre con successo.

Solitamente il colpevole del fallimento è la polvere. Non batuffoli immensi, ma micro-nano-pico granuli, che posandosi sullo schermo (ovviamente subito dopo averlo pulito con la massima cura), non permettono alla pellicola di aderire perfettamente creado delle ENORMI bolle. Ma io dico, come cazzo fa un microgranulo a creare una bolla così grossa? E non c’è pigia pigia che tenga, se c’è quel fottuto chicco di polvere, c’è anche la fottuta bolla.

Quindi: bisogna fare il tutto in un ambiente poco polveroso, mani ferme, senza respirare (sennò si muovono atomi dannosi all’operazione). NON BISOGNA STARNUTIRE, che poi ti senti un cretino che sono 3 miunti che tieni il fiato e riempi la parte adesiva della pellicola di muco e batteri.

E quindi quando faccio questa cosa mi ritrovo da solo, a notte fonda (così nessuno spacca i maroni), finestre sigillate (anche al 7 di agosto), in apnea, sudato come un maiale che sfioro il telefono come se si trattasse della ragazza più delicata del mondo. Insomma, 007 mi fa na pippa.

Sappiate che a causa delle pellicole salvaschemo i gironi dell’inferno si sono riempiti ad una velocità smodata, visti i porconi lanciati in quegli attimi. E comunque una soluzione l’ho trovata: non cambiare mai più cellulare.


Super Hexagon: ho visto la luce (per poco però che mi sono cecato)

23/01/2013

Super-HexagonMesi e mesi fa fui rapito in maniera quasi mistica da quel capolavoro di game design che rispondeva al nome di VVVVVV.

L’altra settimana, mentre registravamo il podcast del Tentacolo Viola, grazie agli altri due partecipanti (giopep e Kenobit), ho scoperto (e mi cospargo la testa di cenere per non averlo già saputo) che Super Hexagon, il gioco indie-massacra-pupille del momento era il nuovo lavoro di Terry Cavanagh, già autore del sopracitato VVVVVV.

Il tempo di finire di registrare l’episodio e via, ecco i miei 2 euro e rotti per la versione iOS. E di nuovo quest’uomo mi ha trasportato in un mondo dove tutto ti sembra impossibile, e invece dopo un po’ che provi, guarda te, riesci a fare cose che 10 secondi prima credevi sovrumane.

Non sto a spiegare il gioco, basta andare qui per capire più o meno di cosa si tratta, ma quello che voglio precisare è che sia VVVVVV che Super Hexagon hanno in comune il fatto di essere idee pure, esempi prefetti di game design, figli di un testing probabilmente che ha portato via cornee e santi in paradiso, con concept semplicissimi ma che una volta provati non ti lasciano più scappare.

Menzione d’onore per la colonna sonora. Dove VVVVVV si avvaleva dello spettacolare Souleye  , l’OST di Super Hexagon è composta da Chipzel, altro cmusicista di cui ignoravo l’esistenza e che ora è saldamente presente nela mia libreria digitale.

Certo, Super Hexagon non è un gioco facile, le partite durano dai 3 ai 60-70 secondi (se si è molto molto molto molto bravi anche di più), ma non conta, perchè qui c’è il vero videogioco. Per altro, in un mondo dove tutti ormai giocano a PES, CoD e Assassin’s Creed, essere di nuovo “quello strano” che gioca con giochi assurdi mi fa molto molto piacere, ecco. Eccheccazzo.


Angry Birds Star Wars. Basta un Tie fighter e via, si ride.

09/11/2012

In Rovio sono dei geni. Del male, del bene, non importa, sono dei geni.
Arrivati alla frutta fruttissima con Angry Birds, dopo un ottimo episodio come Space che cambiava alcune meccaniche fondamentali dell’idea di base, ma anche  dopo aver spremuto il franchise fino al midollo, che fanno? Ti fanno lo stesso gioco fondendo gli uccellini con Guerre Stellari, si quella roba là che ha comprato la Disney.

E che ne viene fuori? Una figata.

Perchè Angry Birds è un giochino sempre divertente per una partita in metro, e Guerre Stellari è la saga più famosa della storia (ok c’è la Bibbia, ma difficile che Rovio ci pensi). E già solo per vedere cosa ne è venuto fuori il gioco lo si scarica, per i consueti 89 cent su iOS o addirittura gratis per Android. E lo si gioca.
Oltretutto, stavolta, hanno fatto un rilascio multipiattaforma che Fifa se lo sogna la notte: iOS, Android, WP8, Windows, Mac, caffettiere, tritarifiuti, è uscito per tutto.

E anche se pensi che ormai gli uccellini incacchiati abbiano fatto il loro tempo, basta vedere due Tie Fighter che solcano lo schermo con il loro inconfondibile suono e il tema principale di Star Wars riarrangiato alla Rovio, e via, il sorriso è già stampato sul faccione.

Ah, funziona benissimo con l’MK802. Per info.