F1 2017, una rossa Australia

27/03/2017

1490533535705Stavolta non ce l’ho fatta. Tra la partenza alle 7 del mattino e il fatto che quel 7 del mattino in realtà erano le 6 (bella l’ora in più di sole però che fatica la prima domenica di ora legale) non ce l’ho fatta a svegliarmi in tempo. Acceso la tv poco prima della fermata ai box e ho visto la fine in diretta e qualche highlight più tardi. Meno male, perché come sono partiti, così li ho visti io prima della sosta.

Che dire, ha vinto la Ferrari, non con il pilota per cui tifo io (Kimi) ma con l’altro. Vabè, magari è questione di tempo per vedere il finlandese sul gradino più alto del podio, ma è già un inizio. Cose positive: almeno per questa prima gara del mondiale si è vista un Mercedes umana. E’ stata più veloce con Hamilton in qualifica ma senza uccidere la griglia. E’ stata davanti, con Hamilton, per 17 giri ma non ha mai dato quell’impressione di superiorità totale che ben conosciamo dagli anni passati. Insomma, è stata una gara “normale” dove anzi ha patito una tranquillità e dimostrazione di forza della Ferrari che non si vedeva da tempo. Perché diciamocelo, quando sono arrivati risultati positivi negli ultimi due anni, c’era sempre di mezzo un imprevisto, un incidente, il tempo, le cavallette, l’alluvione. Domenica no, domenica Vettel ha fatto la sua garetta e alla prima occasione è passato in testa e ciao, il buon Lewis non ha potuto più fare nulla. Ci ha provato eh, ma non ci è riuscito proprio.

Bottas poverino è bravo eh, ma non è Rosberg e soprattutto pare che non abbia quella capacità di messa a punto che il pilota Tedesco si è portato dietro ritirandosi, lasciano anche Hamilton un po’ con qualche domanda di troppo.

Quindi figata che non assisteremo, almeno sembra, ad una cavalcata delle frecce d’argento, ma un po’ di preoccupazione c’è per queste nuove macchine, bellissime, velocissime, larghissime e se possibile ancora più difficili da sorpassare di quelle vecchie.

Perché oltre la larghezza aumentata (che fa, fate due passi vedi su una pista di F1 e vi chiederete come fanno a superarsi a 300 all’ora in quella carreggaitina) quello che rende molto più difficili i sorpassi è la velocità in curva, molto superiore, cosa che diminuisce di molto la possibilità di staccatone al limite. E oltre tutto la più grande impronta aerodinamica dà molto fastidio alle auto in scia che non possono, pare, sfruttare come in passato l’ala mobile, pena turbolenze eccessive.

E in effetti si è visto che sul rettilineo dei box in Australia non ci sono state rimonte particolari o sorpassi all’ultimo millimetro. Impressiona comunque il divario ancora più marcato se possibile tra Mercedes, Ferrari e in parte Red Bull, e tutto il resto della carovana.

Quindi bene per le carte rimescolate con le nuove regole, male le nuove regole. Non siamo mai contenti.