Perchè mi guardo le gare sugli ovali

22/05/2017

indy2050020logo20hotel20logoMolti mi prendono in giro perché sono uno di quelli a cui piace la Formula 1. Vi risparmio le reazioni quando confesso che pure le gare sugli ovali proprio non le disprezzo, però oh, sono fatto così, c’è gente che si guarda MasterChef, non rompiamo.

Ieri sera, quasi per caso, mi sono ritrovato a vedere uno streaming dal vivo su youtube (SICURAMENTE autorizzato dalla Indycar Racing) , con la sessione di qualificazione per la griglia di domenica della 500 miglia di Indianapolis.

Ok, probabilmente non ci fosse stato Alonso non l’avrei guardata, ma in realtà è stato molto più interessante del previsto. Funziona così: si parte dall’ultimo pilota delle prove del giorno prima fino al poiù veloce. Ogni pilota, da solo in pista, deve fare 4 giri cronometrati, ma non conta il tempo, conta la velocità media. Quindi quello con la velocità media più alta sui quattro giri è in pole. Ed è emozionante, perché qualsiasi micro errore (uno ha sfiorato a 370 all’ora il muro due volte) fa perdere quel chilometro e mezzo di velocità che può compromettere anche diverse posizioni. Insomma, vedere le macchine che girano in un’ovale magari non è così emozionante, ma la gara sul micro secondo è invece abbastanza appassionante.

Alonso partirà quinto, che per un rookie, uno alla sua prima esperienza in Indycar, è un grandissimo risultato. Vedremo, intanto domenica spero di almeno riuscire a guardarmi i primi giri, così giusto per vedere cosa succede.

PS: La pole l’ha fatta questa macchina qui.

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There must be something good, far away

19/05/2017

mv5bmtm0nju1mjm4ov5bml5banbnxkftztcwotcwntezmg-_v1_uy317_cr10214317_al_Mi sono reso conto che la notizia della morte di Chris Cornell arrivata inaspettata ieri mattina mi ha sicuramente colpito, ma non mi ha sconvolto come invece è capitato a molti che conosco. Ho pensato subito ad un incidente o ad un infarto. Insomma Cornell era in piena attività ed era anche un salutista convinto, quindi avevo istintivamente escluso overdosi o cose simili. Pare sia stato un suicidio, ma a parte la causa della morte, che interessa fino ad un certo punto, penso che un altro di quelli che ritengo i quattro leader storici della musica di Seattle se n’è andato. Non so perché questa morte al contrario delle altre mi ha colpito di meno. Forse perché sono più vecchio e meno emozionabile, forse perché con Cobain ma soprattutto con Layne Staley questo shock aveva già dato tutto quello che poteva dare (la prima morte eccellente però che mi aveva colpito moltissimo era stata quella di Freddy Mercury). Ecco, con Layne forse se n’è andata quella sorta di speranza, di bellezza, di disperazione che la musica si porta dietro, non so davvero spiegare. Mi spiace molto per Cornell, è un altro mio grande mito che scompare. L’ho visto quattro volte dal vivo, tre con i Soundgarden e una con gli Audioslave, ed è sempre stata un’emozione. Forse il momento più bello è stato sentirlo cantare da solo Black Hole Sun al Palavobis (come si chiamava allora) di Milano, insieme ai miei amici di sempre.
Quando ho saputo la causa della morte però una sola canzone mi è venuta in mente. Boot Camp.

 


Indiana Jones nel 2020 e il dramma dei “predatori” ridoppiati.

26/04/2017

indiana-jones-e1465686281884Oggi Disney ha diramato le date per i prossimi suoi film di grande richiamo. Innanzitutto veniamo a sapere che Star Wars IX non uscirà nel 2018, a dicembre come è capitato per il VII e accadrà per l’VIII ma slitterà fino a maggio del 2019. Vabè, possiamo sopravvivere (guerra nucleare permettendo).

Il vero dramma è l’annuncio di un nuovo Indiana Jones per il 2020, anno in cui Harrison Ford avrà se non sbaglio 77 anni. Ora, già l’ultimo Indy, il regno del tempo del teschio di cristallo o come cacchio di chiamava, era urendo, non mi capacito di come sia possibile tirare fuori un film decente con questi presupposti.

Purtroppo non solo il futuro di Indiana Jones è immerso nella paura e nel terrore, ma anche il passato non se la passa benissimo. Mi riferisco al ridoppiaggio dei Predatori Dell’Arca Perduta, credo del 2009 dove l’intero cast dei doppiatori del film originale è stato soppiantato da altre voci, su tutti Pino Insegno che fa Indy al posto del mitico Michele Gammino. L’unica domanda è: perché? Certo, la traccia audio ora beneficia di Dolby Surround multicanale cazzi e mazzi, ma l’intensità e la partecipazione dei doppiatori nuovi è pari a una mozzarella pigra, inaccettabile.
Ok, i film bisognerebbe vederli in originale, ma Indy e Ritorno al Futuro ho imparato ad amarli in italiano da piccolo e sentire altre voci appioppate ai miei personaggi preferiti (voci per altro assolutamente inadeguate) è stato veramente brutto.
Meno male che il cofanetto di Indy (cofanetto che raccoglie la trilogia e non quello squallido quarto capitolo) contiene I Predatori vecchia maniera, con buona pace del dolby surround. Il cuore stavolta batte la tecnologia.
Su Netflix purtroppo c’è la versione ridoppiata, peccato, avessero messo almeno la scelta dell’audio….


Iron Fist e come non fare una serie.

04/04/2017

cover-2-19Ci avevo creduto. Nonostante le recensioni agghiaccianti, nonostante un protagonista che boh, non mi diceva nulla, ci avevo creduto. Ho iniziato Iron Fist con i migliori intenti e per qualche episodio l’ho anche apprezzato. Sono arrivato fino alla nona puntata dicendo “beh dai, vabbè i combattimenti sono tremendi, ma la trama è abbastanza figa e ci sono i colpi di scena.”

Ecco, dall’episodio dopo, anche la “trama abbastanza figa” è diventata una monnezza, con cose che capitano a caso, attori agghiaccianti e dei villain che hanno meno carisma di una pietra pomice.

Ma veniamo ai punti cardine: Iron Fist è una sorta di combattente leggendario, un'”arma vivente” addestrata per tenere a sicuro il tempio di  K’un-Lun, una sorta di terra che esiste in un’altra dimensione e che ogni tot anni si manifesta sui monti dell’Himalaya.

Danny Rend è l’Iron Fist, rampollo di una delle famiglie più ricche di New York. Quando era bimbo precipita con la famiglia sull’Everest. Muoiono tutti tranne lui, che viene salvato da due monaci e viene portato a K’un-Lun. Qui viene addestrato con metodi alquanto violenti, ma viene scelto come Iron Fist. Oltre ad essere un maestro delle arti marziali e in particolare del Kung Fu, può evocare l’Iron Fist appunto, ovvero il suo pugno destro si illumina e diventa praticamente indistruttibile. Questo gli permette di distruggere muri, sconfiggere in un sol colpo i nemici o creare onde d’urto picchiando il pugno fortissimo per terra.

Ok, poteva uscirne una figata, o poteva uscire una tamarrata esagerata. E’ venuta fuori una roba brutta. L’attore che impersona Danny Rand, pur avendo un fisico adatto (magro ma muscoloso) è totalmente incapace di combattere e non è per nulla credibile. E scusate, ma per una serie che dovrebbe avere il Kung Fu come protagonista non va molto bene. La cosa drammatica è che anche tutti gli altri attori sono incapaci nel combattere, e quindi le scazzottate, che dovrebbero essere il fulcro della produzione, sono la parte più triste e inguardabile.

Purtroppo non va molto meglio per le capacità attoriali del cast. Anche qui praticamente tutti, a parte Ward Meachum, interpretato da Tom Pelphrey e l’onnipresente Rosario Dawson, recitano come se fossero alle prove dello spettacolo del liceo. Manca solo l'”F2 – Fai la faccia basita” di BORIS.

Ma ci ho creduto fino al nono episodio perché pur con dei combattimenti atroci, pur con degli attori non proprio in palla, almeno la trama mi pareva decente. Purtroppo proprio nelle ultime puntate della serie va in vacca anche quella, portando su schermo personaggi assurdamente ridicoli (Davos e Bakuto sono delle macchiette ridicole) e un intreccio di trama senza particolare senso, con un twist finale che sì sì magari serve per i Defenders ma mamma mia che roba brutta.

Che dire, la prossima volta mi fido di più delle recensioni negative, e rivorrei le mie 13 ore buttate con Danny Rand. Grazie.

 


F1 2017, una rossa Australia

27/03/2017

1490533535705Stavolta non ce l’ho fatta. Tra la partenza alle 7 del mattino e il fatto che quel 7 del mattino in realtà erano le 6 (bella l’ora in più di sole però che fatica la prima domenica di ora legale) non ce l’ho fatta a svegliarmi in tempo. Acceso la tv poco prima della fermata ai box e ho visto la fine in diretta e qualche highlight più tardi. Meno male, perché come sono partiti, così li ho visti io prima della sosta.

Che dire, ha vinto la Ferrari, non con il pilota per cui tifo io (Kimi) ma con l’altro. Vabè, magari è questione di tempo per vedere il finlandese sul gradino più alto del podio, ma è già un inizio. Cose positive: almeno per questa prima gara del mondiale si è vista un Mercedes umana. E’ stata più veloce con Hamilton in qualifica ma senza uccidere la griglia. E’ stata davanti, con Hamilton, per 17 giri ma non ha mai dato quell’impressione di superiorità totale che ben conosciamo dagli anni passati. Insomma, è stata una gara “normale” dove anzi ha patito una tranquillità e dimostrazione di forza della Ferrari che non si vedeva da tempo. Perché diciamocelo, quando sono arrivati risultati positivi negli ultimi due anni, c’era sempre di mezzo un imprevisto, un incidente, il tempo, le cavallette, l’alluvione. Domenica no, domenica Vettel ha fatto la sua garetta e alla prima occasione è passato in testa e ciao, il buon Lewis non ha potuto più fare nulla. Ci ha provato eh, ma non ci è riuscito proprio.

Bottas poverino è bravo eh, ma non è Rosberg e soprattutto pare che non abbia quella capacità di messa a punto che il pilota Tedesco si è portato dietro ritirandosi, lasciano anche Hamilton un po’ con qualche domanda di troppo.

Quindi figata che non assisteremo, almeno sembra, ad una cavalcata delle frecce d’argento, ma un po’ di preoccupazione c’è per queste nuove macchine, bellissime, velocissime, larghissime e se possibile ancora più difficili da sorpassare di quelle vecchie.

Perché oltre la larghezza aumentata (che fa, fate due passi vedi su una pista di F1 e vi chiederete come fanno a superarsi a 300 all’ora in quella carreggaitina) quello che rende molto più difficili i sorpassi è la velocità in curva, molto superiore, cosa che diminuisce di molto la possibilità di staccatone al limite. E oltre tutto la più grande impronta aerodinamica dà molto fastidio alle auto in scia che non possono, pare, sfruttare come in passato l’ala mobile, pena turbolenze eccessive.

E in effetti si è visto che sul rettilineo dei box in Australia non ci sono state rimonte particolari o sorpassi all’ultimo millimetro. Impressiona comunque il divario ancora più marcato se possibile tra Mercedes, Ferrari e in parte Red Bull, e tutto il resto della carovana.

Quindi bene per le carte rimescolate con le nuove regole, male le nuove regole. Non siamo mai contenti.


Nevermind, la cassettina, 25 anni fa.

10/03/2017

nirvananevermindalbumcoverOk, Nevermind è uscito nel ’91, e sì il video di Smells Like Teen Spirit era in heavy rotation sull’allora bellissima  VideoMusic. Ma per me il vero ascolto di Nevermind è iniziato l’anno dopo, quando mi sono comprato la mia bella cassettina originale, ed è stata praticamente l’unica cosa che ho ascoltato per mesi , scalzando dal mio walkman Ten (cassettina originale anche quella) per poi venire a sua volta tolta per far spazio a Dirt.

Ma poco importa, sono 25 anni che la mia anima è stata rapita da Nevermind e tutte le volte che ascolto questo disco mi sento a posto con me stesso. Non so spiegarlo, è una roba che accade e basta. Nevermind è uno dei pochi dischi che considero “perfetti”. Non ha un pezzo fuori posto, noioso, filler. No, li si ascolta tutti sempre. Non skippo mai una traccia di Nevermind, e mi capita con pochissimi album.

Curiosamente mi ritrovo ad ascoltare Nevermind in giorni di sole pazzesco. Mi ricordo 25 anni fa che ero alla Giornata dell’Altletica della mia scuola, sarà stato aprile del 1992, e faceva caldissimo e io ero contento come un bimbo e avevo Lithium sparato nelle orecchie dalle cuffie del mio walkman di qualche marca astrusa. Mica Sony, troppi soldi. Ma Lithium era lì. E Come as You Are. E Territorial Pissing. Ed era bellissimo.

Oggi c’era il sole e quasi per istinto ho deciso di pigiare play. Ed ecco la chitarra di Kurt, ecco la macchina che vibra per il volume. Ecco il mio sorriso che si ristampa sulle labbra. Ed eccomi urlare a squaciagola. E ciao, Nevermind è ancora qui.

 


Streaming for all: Kodi

09/01/2017

kodi-logo_thumb800Ci ho messo un po’ per scrivere questo post perchè è molto più complicato degli altri, ma andiamo con ordine.

Kodi è un software gratis, assolutamente eccellente, che vuole essere il mediacenter definitivo, e in realtà lo è.
Per quanto riguarda il mio utilizzo, uso principalmente Kodi per vedere contenuti in streaming, che siano serie tv, sport o film, sia in italiano che inglese.
Fondamentalmente Kodi è un software che funziona con degli add on che gli permettono di avere funzioni avanzate, ma andiamo subito al dunque.
NOTA: ho messo le voci che si trovano su schermo in italiano, se lo si installa in inglese la traduzione non dovrebbe essere un problema 😀

1. Scaricare Kodi

Prima di tutto scaricare Kodi, nella sua release “stabile” che si chiama Jarvis (la 16.1)  a questo link https://kodi.tv/download/ , trovate la versione corretta più in basso nella pagina.
La 16 è la versione che uso io, la 17 è molto diversa e forse un giorno farò un aggiornamento.
Una volta installato Kodi (esiste per quasiasi piattaforma) è necessario installare o attivare gli add on che ci interessano che appunto sono per Film e Serie Tv in italiano, Sport e Film e serie TV in inglese.

2. Film e serie Tv in italiano (o in inglese coi sottotitoli in italiano, dipende dal link che si sceglie)

Per le serie tv e film in italiano dobbiamo installare l’add on Stream On Demand.
Andare a questo link https://github.com/streamondemand/plugin.video.streamondemand/releases e scaricare il file che si chiama pungin.video.streamondemand-vx.x.x.zip dove le x sono i numeri della versione.
Salvare lo zip in una cartella che ci ricordiamo e ora andiamo ad aprire Kodi.
In Kodi bisogna seguire questo percorso Sistema->Impostazioni->Add-on->Installa da un file zip e si seleziona il file apprena scaricato. Dopo pochi attimi vedremo un messaggio con scritto “Add on installato”. Attenzione, potrebbero esserci altri messaggi simili, attendente quello relativo a Stream On Demand.
Fatto questo sotto la voce Video-> Add-on troverete Sream On Demand e si ha acccesso, senza pubblicità, spam e popoup a praticamente tutti i siti di streaming conosciuti, con tanto di ricerche globali e preferiti.

3. Sport.

Per lo sport (e le serie e film in inglese) si opera in una maniera leggermente diversa. E’ necessario aprire Kodi e seguire questo percorso SISTEMA > Gestore file > Aggiungi sorgente e cliccare dove c’è scritto “Nessuno”. Qui bisogna inserire questo link http://fusion.tvaddons.ag  e confermiamo. Diamo anche un nome a questo link, io di solito uso Fusion 🙂
Toriniamo indietro e seguiamo questo percorso SISTEMA -> Impostazioni -> Add-On -> Installa da un file zip  e tra le voci troveremo anche Fusion. Scegliamolo e seguiamo questo percorso xbmc-repos > english > repository.unofficialsportsdevil-x-x-x.zip dove le X sono la versione.
Torniamo indietro e seguiamo questo percorso SISTEMA -> Impostazioni -> Add-On ->Installa da repository->Unofficial SportsDevil repository -> Video Add-ons e selezioniamo  SportsDevil. Una volta atteso il messaggio di avvenuta installazione avremo sempre sotto la voce Video Add on tutti i link necessari a vedere eventi sportivi in diretta.

4. Film e Serie TV in inglese

Per le serie tv in inglese bisogna seguire la stessa procedura fatta per lo sport ma con due piccole differenze. Dopo aver aggiunto il link Fusion, come  descritto sopra, si deve seguire questo percorso SISTEMA -> Impostazioni -> Add-On -> Installa da un file zip scegliere Fusion e proseguire con xbmc-repos > english e selsezionare repo.exodus.x.x.x.zip dove le X sono la versione.
Fatto questo bisgona tornare indietro e sguire SISTEMA -> Impostazioni -> Add-On ->Installa da repository-> Exodus repository-> Video add-ons e selezionare Exodus. Una volta atteso il messaggio di avvenuta installazione avremo sempre sotto la voce Video Add on anche la voce Exodus, e quindi tutti i film e serie tv in inglese che potete immaginare.
Per i sottotitoli vi rimando a questo link http://www.androidaba.com/kodi-come-abilitare-i-sottotitoli/